
Mamacrowd o CrowdFundMe: zero commissioni non significa stesso rischio

Per scegliere tra Mamacrowd e CrowdFundMe, la commissione del portale è solo il punto di partenza: le condizioni di Mamacrowd indicano che generalmente non applica costi agli investitori, mentre i termini di CrowdFundMe escludono un compenso dell’investitore per le attività del portale. Il rischio cambia con l’impresa finanziata, lo strumento acquistato e i diritti attribuiti dalla specifica offerta. Possono inoltre esserci costi bancari o legati all’intestazione delle quote.
Se hai già individuato una società, confronta prima le condizioni della sua raccolta, anche se un altro portale pubblica più campagne. Il documento con le informazioni chiave sull’investimento, o KIIS, descrive lo strumento e i rischi del progetto; le condizioni di intestazione spiegano come verranno gestite le quote. L’assenza di una commissione all’ingresso non assicura né un rendimento né un acquirente quando vorrai uscire.
Confronto per l’investitore: il costo dell’operazione
Le spese vanno attribuite a chi le richiede. Il compenso del portale, il costo del bonifico applicato dalla propria banca e l’eventuale servizio di intestazione sono voci distinte. Una spesa fissa, inoltre, pesa di più in proporzione su una sottoscrizione di importo contenuto.
- Commissione del portale. Mamacrowd la esclude generalmente per l’investitore e prevede di segnalare eventuali eccezioni nei documenti dell’offerta. CrowdFundMe non richiede all’investitore un compenso per le attività disciplinate dai suoi termini, inclusa l’immissione dell’ordine.
- Pagamento e trasmissione dell’ordine. Mamacrowd rinvia alla scheda della singola offerta per eventuali spese di trasmissione dell’ordine. Su entrambi i portali, il costo che la banca dell’investitore può applicare al bonifico dipende dal rapporto bancario, non dalla gratuità dichiarata dal portale.
- Intestazione su Mamacrowd. Il servizio facoltativo con Directa SIM per quote di S.r.l. è riservato alle persone fisiche fiscalmente residenti in Italia: prevede € 15 una tantum per l’attivazione e € 30 per ogni investimento concluso con successo. L’impresa offerente può sostenere queste spese; la sezione «Round» indica chi paga. Il servizio non è disponibile per investimenti effettuati da persone giuridiche.
- Intestazione su CrowdFundMe. Anche CrowdFundMe offre per le quote di S.r.l. un regime facoltativo tramite Directa SIM, con costi a carico dell’investitore. L’intermediario figura come intestatario per suo conto, mentre i diritti derivanti dalla quota restano all’investitore. Le condizioni economiche del servizio sono separate da quelle della sottoscrizione sul portale.
La scelta del regime di intestazione incide anche sul trasferimento successivo. Nel regime ordinario possono intervenire professionisti e relativi oneri; quello alternativo consente il passaggio mediante annotazione presso l’intermediario. La procedura può rendere più semplice cedere una quota, ma presuppone comunque che qualcuno sia disposto ad acquistarla.
Quante campagne offrono i due portali?

La relazione annuale del MIMIT, che riporta i dati dell’Osservatorio Crowdinvesting del Politecnico di Milano, conta 50 campagne avviate su Mamacrowd e 30 su CrowdFundMe nel 2024. Il confronto riguarda le campagne pubblicate in Italia in quel periodo: descrive l’attività dei portali, non il numero di offerte disponibili oggi né l’esito di un investimento.
Un catalogo storicamente più ampio può offrire più occasioni di ricerca, ma il conteggio non misura la qualità delle imprese. Occorre anche distinguere le campagne azionarie dagli altri strumenti: una quota societaria e un titolo di debito attribuiscono diritti diversi e comportano rischi diversi. Per chi cerca equity, la selezione utile riguarda le imprese e le condizioni delle loro partecipazioni, non la posizione del portale in una graduatoria generale.
KIIS e overfunding: cosa può cambiare nella quota
Il KIIS porta il confronto dalla piattaforma all’offerta. Per una partecipazione azionaria contano l’identità dell’emittente, la valutazione proposta, la categoria delle quote o azioni, i diritti economici e amministrativi, i costi e i rischi specifici. Due investimenti sullo stesso portale possono quindi avere caratteristiche molto diverse; anche le proiezioni dell’impresa restano stime, soggette al suo andamento futuro.
Il superamento dell’obiettivo minimo di raccolta richiede attenzione alla partecipazione finale. Le FAQ di CrowdFundMe sull’overfunding spiegano che la società può continuare a raccogliere entro il massimo previsto dall’aumento di capitale e cedere una quota complessiva maggiore: nel loro esempio, un versamento di € 1.000 passa dall’1% allo 0,91% del capitale dopo l’aumento della raccolta. È un esempio delle condizioni di quell’operazione, non una riduzione automatica applicabile a ogni campagna. Minimo, massimo e percentuale complessiva offerta determinano il risultato per chi sottoscrive.
La stessa distinzione vale per le offerte su Mamacrowd: raggiungere il target minimo indica che la raccolta può andare a buon fine secondo le sue condizioni, mentre la partecipazione attribuita dipende dalla struttura dell’aumento di capitale. Un totale raccolto più alto non rappresenta di per sé un guadagno per il singolo socio. Il dato decisivo è quale porzione dell’impresa e quali diritti spettano all’investimento una volta chiusa l’offerta.
La possibilità di uscita dopo la raccolta
Le partecipazioni in imprese non quotate possono essere difficili da vendere perché normalmente manca un mercato con scambi continui. Una procedura di trasferimento più agevole risolve un problema amministrativo; non stabilisce il prezzo della quota né crea una domanda. Anche l’eventuale vendita futura della società dipende da un evento che potrebbe non verificarsi nei tempi desiderati dall’investitore.
Questo limite conta soprattutto se il capitale potrebbe servire entro una scadenza precisa. L’investitore può possedere pienamente i diritti previsti dalla quota e ricevere aggiornamenti sull’impresa, pur non riuscendo a liquidare la partecipazione quando ne ha bisogno. Perciò liquidità, probabilità di perdita e possibili costi di cessione appartengono al rischio della singola offerta, anche quando l’ingresso tramite il portale è gratuito.
Confronto per l’impresa che raccoglie capitale
Per l’emittente la gratuità dichiarata all’investitore non descrive il prezzo del servizio. Contano il compenso pattuito con il portale, la struttura dell’aumento di capitale e il modo in cui verranno amministrati i nuovi soci.
- Compenso. Mamacrowd indica una commissione variabile in percentuale del capitale effettivamente raccolto, dovuta quando l’offerta si perfeziona. CrowdFundMe dichiara di essere remunerata dai titolari dei progetti. Senza le condizioni contrattuali riferite alle due campagne non si può stabilire quale portale costi meno all’impresa.
- Dimensione della raccolta. Obiettivo minimo, importo massimo e possibile overfunding definiscono quanto capitale può entrare e quanta partecipazione complessiva sarà ceduta. Sono scelte dell’operazione che incidono sui futuri soci più del numero storico di campagne del portale.
- Documenti e diritti. KIIS, termini dell’offerta e documenti societari devono descrivere con coerenza lo strumento proposto, i rischi e i diritti attribuiti. La categoria delle quote e le regole di trasferimento incidono sul rapporto con gli investitori dopo la chiusura della campagna.
- Gestione dei soci. Se è disponibile l’intestazione alternativa, l’impresa deve considerare chi sostiene il costo del servizio e come saranno esercitati i diritti dei titolari delle quote. La convenienza della proposta dipende così anche dalla gestione successiva della compagine sociale.
Per l’investitore la scelta riguarda la partecipazione concreta che può acquistare e il capitale che può permettersi di immobilizzare. Per l’emittente riguarda le condizioni contrattuali della raccolta e l’assetto societario che ne risulterà.
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