Matomo senza cookie: una riga di codice non elimina ogni obbligo

|Autore: Redazione QUASA|6 min di lettura
Matomo senza cookie: una riga di codice non elimina ogni obbligo

Nel tracker JavaScript di Matomo, inserisci _paq.push(['disableCookies']); prima di _paq.push(['trackPageView']);. Le istruzioni di Matomo sul tracciamento senza cookie chiariscono che le richieste di analytics continuano: la modifica disattiva i cookie di tracciamento, non la raccolta delle visualizzazioni e degli altri eventi.

Per un sito italiano, quindi, la sola modifica dello snippet non basta a stabilire se gli analytics possano funzionare senza consenso preventivo. La scheda del Garante sugli analytics lega l’equiparazione agli strumenti tecnici alla produzione di statistiche aggregate e pone condizioni ulteriori per le terze parti. Restano da controllare identificatori, dati personali, finalità e informativa.

Disattivare i cookie prima del primo evento

Trova la configurazione che carica davvero il tracker sul sito. Nello snippet JavaScript, disableCookies deve precedere trackPageView e gli eventuali altri comandi che inviano eventi. Se una chiamata di tracciamento parte prima, il nuovo ordine non può correggere quella richiesta già inviata.

  1. Individua tutte le installazioni del tracker, comprese quelle inserite tramite un gestore di tag o uno snippet diverso per alcune pagine.
  2. Nel codice JavaScript, colloca _paq.push(['disableCookies']); prima di _paq.push(['trackPageView']);. Se usi Matomo per WordPress o Matomo Tag Manager, attiva invece la rispettiva opzione «Disable cookies» nella configurazione che viene pubblicata.
  3. Controlla la modifica su pagine e percorsi che potrebbero caricare tag differenti, inclusi gli eventuali sottodomini.

Il controllo riguarda i cookie di analytics, non ogni cookie visibile nel browser. A seconda delle funzioni abilitate, Matomo può usare cookie necessari per la sicurezza o per gestire le preferenze; il sito può inoltre impostarne altri con strumenti separati. In una sessione già usata potresti vedere anche cookie creati prima della modifica: una nuova sessione aiuta a capire che cosa viene impostato dalla configurazione pubblicata.

Ridurre IP, caratteristiche del browser e identificatori

La guida privacy di Matomo propone di affiancare al blocco dei cookie l’anonimizzazione dell’IP, l’esclusione degli User ID, l’uso dei dati per sole statistiche e un opt-out. Per l’indirizzo IP suggerisce di mascherare almeno due o tre byte: è una configurazione prudenziale del prodotto, non una soglia italiana valida indistintamente per ogni titolare.

La distinzione giuridica è concreta. Il Garante indica il mascheramento almeno dell’ultima componente dell’indirizzo IPv4 come condizione per gli analytics forniti da terze parti; ammette invece, in determinate condizioni, che il titolare elabori direttamente statistiche sui propri siti anche usando dati in chiaro, sempre nel rispetto della finalità statistica. Chi vuole ridurre i dati trattati può scegliere un mascheramento più ampio, ma deve considerare separatamente anche gli eventuali log del server e dei servizi che ricevono la richiesta prima dell’elaborazione in Matomo.

Verifica poi che il sito non invii un User ID o un altro codice stabile capace di ricondurre più visite alla stessa persona. Matomo rinnova l’identificatore temporaneo della visita, config_ID, per limitare i profili nel tempo; un identificatore persistente aggiunto dal sito vanificherebbe questa cautela. Se non ti servono i rapporti sulla risoluzione dello schermo e sulle caratteristiche del browser, puoi disattivare il relativo rilevamento con _paq.push(['disableBrowserFeatureDetection']); prima degli eventi. Questa scelta riduce i dati letti dal browser e il dettaglio disponibile nei rapporti.

Esaminare gli altri dati inviati al tracker

Un URL può contenere un indirizzo email, un nome o un riferimento a un account; lo stesso può accadere nel titolo della pagina o nei parametri del referrer. Controlla anche eventi e dimensioni personalizzate, perché i loro valori dipendono da ciò che il sito decide di inviare. Se un percorso contiene un dato personale, escludilo o trasformalo prima del tracciamento: l’assenza di cookie non modifica il contenuto della richiesta.

Le funzioni aggiuntive meritano una verifica distinta. User ID, registrazioni delle sessioni, mappe di calore, identificativi degli ordini e misurazioni per campagne possono raccogliere dati diversi dalle semplici visualizzazioni o servire finalità ulteriori. Per restare nell’ambito delle statistiche aggregate, evita di collegare gli eventi ai profili dei clienti, a reti pubblicitarie o alla navigazione della stessa persona su siti diversi.

Conta anche chi elabora i dati. Se il servizio è affidato a una terza parte, le condizioni indicate dal Garante riguardano pure il divieto di combinare i dati analytics minimizzati con altre elaborazioni o di trasmetterli a ulteriori terzi. La scheda prevede un’eccezione per statistiche relative a più domini riconducibili allo stesso editore o gruppo. La scelta tra Matomo Cloud e un’installazione gestita direttamente richiede perciò di verificare i ruoli e gli usi effettivi dei dati, senza dedurli dal solo nome del prodotto.

Informativa, opt-out e conservazione

L’esenzione dal consenso preventivo non elimina l’informativa. Descrivi la finalità statistica, le categorie di dati raccolti, gli eventuali destinatari, i tempi di conservazione e le modalità per esercitare i diritti. Se sul sito operano anche strumenti di profilazione o altre funzioni soggette a consenso, la loro gestione resta separata da quella degli analytics configurati per l’eventuale esenzione.

Matomo suggerisce di offrire un opt-out nella pagina privacy: verifica che la scelta impedisca le successive richieste di analytics e che rimanga comprensibile anche quando il sito usa altri strumenti di tracciamento. È una misura raccomandata nella configurazione prudenziale di Matomo; non sostituisce il consenso eventualmente richiesto per una funzione diversa.

Stabilisci inoltre per quanto tempo servono i dettagli delle singole visite e configura la cancellazione dei dati grezzi. I rapporti aggregati e i dati di visita hanno utilità e rischi differenti, quindi la loro conservazione può seguire criteri distinti. Se il tracker era già attivo con impostazioni più ampie, la modifica dello snippet incide sulle nuove richieste: occorre valutare a parte gli identificatori e i dati personali già archiviati.

Verificare l’effetto nel browser e nei dati conservati

Apri il sito in una sessione pulita e usa gli strumenti per sviluppatori. Nelle sezioni dedicate a cookie e archivi locali, controlla che la navigazione non crei identificatori di analytics riconducibili alla configurazione che hai disattivato. Nella scheda Rete, esamina le richieste al tracker: gli eventi devono essere quelli previsti e non devono contenere User ID, URL personali o parametri che avevi deciso di escludere.

Ripeti la prova dopo l’opt-out per accertare che non partano altri eventi. Verifica poi nella configurazione e nei dati conservati ciò che il browser non può mostrare, in particolare il mascheramento dell’IP, gli identificatori registrati e la cancellazione dei dati grezzi. Questa riduzione dei dati ha un costo misurabile: senza identificatori persistenti, le visite continuano a essere contate, mentre la stima dei visitatori unici e di quelli che tornano diventa meno accurata.

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