
Matomo senza cookie: una riga di codice non elimina ogni obbligo

Nel tracker JavaScript di Matomo, inserisci _paq.push(['disableCookies']); prima di _paq.push(['trackPageView']);. Le istruzioni di Matomo sul tracciamento senza cookie chiariscono che le richieste di analytics continuano: la modifica disattiva i cookie di tracciamento, non la raccolta delle visualizzazioni e degli altri eventi.
Per un sito italiano, quindi, la sola modifica dello snippet non basta a stabilire se gli analytics possano funzionare senza consenso preventivo. La scheda del Garante sugli analytics lega l’equiparazione agli strumenti tecnici alla produzione di statistiche aggregate e pone condizioni ulteriori per le terze parti. Restano da controllare identificatori, dati personali, finalità e informativa.
Disattivare i cookie prima del primo evento
Trova la configurazione che carica davvero il tracker sul sito. Nello snippet JavaScript, disableCookies deve precedere trackPageView e gli eventuali altri comandi che inviano eventi. Se una chiamata di tracciamento parte prima, il nuovo ordine non può correggere quella richiesta già inviata.
- Individua tutte le installazioni del tracker, comprese quelle inserite tramite un gestore di tag o uno snippet diverso per alcune pagine.
- Nel codice JavaScript, colloca _paq.push(['disableCookies']); prima di _paq.push(['trackPageView']);. Se usi Matomo per WordPress o Matomo Tag Manager, attiva invece la rispettiva opzione «Disable cookies» nella configurazione che viene pubblicata.
- Controlla la modifica su pagine e percorsi che potrebbero caricare tag differenti, inclusi gli eventuali sottodomini.
Il controllo riguarda i cookie di analytics, non ogni cookie visibile nel browser. A seconda delle funzioni abilitate, Matomo può usare cookie necessari per la sicurezza o per gestire le preferenze; il sito può inoltre impostarne altri con strumenti separati. In una sessione già usata potresti vedere anche cookie creati prima della modifica: una nuova sessione aiuta a capire che cosa viene impostato dalla configurazione pubblicata.
Ridurre IP, caratteristiche del browser e identificatori
La guida privacy di Matomo propone di affiancare al blocco dei cookie l’anonimizzazione dell’IP, l’esclusione degli User ID, l’uso dei dati per sole statistiche e un opt-out. Per l’indirizzo IP suggerisce di mascherare almeno due o tre byte: è una configurazione prudenziale del prodotto, non una soglia italiana valida indistintamente per ogni titolare.
La distinzione giuridica è concreta. Il Garante indica il mascheramento almeno dell’ultima componente dell’indirizzo IPv4 come condizione per gli analytics forniti da terze parti; ammette invece, in determinate condizioni, che il titolare elabori direttamente statistiche sui propri siti anche usando dati in chiaro, sempre nel rispetto della finalità statistica. Chi vuole ridurre i dati trattati può scegliere un mascheramento più ampio, ma deve considerare separatamente anche gli eventuali log del server e dei servizi che ricevono la richiesta prima dell’elaborazione in Matomo.
Verifica poi che il sito non invii un User ID o un altro codice stabile capace di ricondurre più visite alla stessa persona. Matomo rinnova l’identificatore temporaneo della visita, config_ID, per limitare i profili nel tempo; un identificatore persistente aggiunto dal sito vanificherebbe questa cautela. Se non ti servono i rapporti sulla risoluzione dello schermo e sulle caratteristiche del browser, puoi disattivare il relativo rilevamento con _paq.push(['disableBrowserFeatureDetection']); prima degli eventi. Questa scelta riduce i dati letti dal browser e il dettaglio disponibile nei rapporti.
Esaminare gli altri dati inviati al tracker
Un URL può contenere un indirizzo email, un nome o un riferimento a un account; lo stesso può accadere nel titolo della pagina o nei parametri del referrer. Controlla anche eventi e dimensioni personalizzate, perché i loro valori dipendono da ciò che il sito decide di inviare. Se un percorso contiene un dato personale, escludilo o trasformalo prima del tracciamento: l’assenza di cookie non modifica il contenuto della richiesta.
Le funzioni aggiuntive meritano una verifica distinta. User ID, registrazioni delle sessioni, mappe di calore, identificativi degli ordini e misurazioni per campagne possono raccogliere dati diversi dalle semplici visualizzazioni o servire finalità ulteriori. Per restare nell’ambito delle statistiche aggregate, evita di collegare gli eventi ai profili dei clienti, a reti pubblicitarie o alla navigazione della stessa persona su siti diversi.
Conta anche chi elabora i dati. Se il servizio è affidato a una terza parte, le condizioni indicate dal Garante riguardano pure il divieto di combinare i dati analytics minimizzati con altre elaborazioni o di trasmetterli a ulteriori terzi. La scheda prevede un’eccezione per statistiche relative a più domini riconducibili allo stesso editore o gruppo. La scelta tra Matomo Cloud e un’installazione gestita direttamente richiede perciò di verificare i ruoli e gli usi effettivi dei dati, senza dedurli dal solo nome del prodotto.
Informativa, opt-out e conservazione
L’esenzione dal consenso preventivo non elimina l’informativa. Descrivi la finalità statistica, le categorie di dati raccolti, gli eventuali destinatari, i tempi di conservazione e le modalità per esercitare i diritti. Se sul sito operano anche strumenti di profilazione o altre funzioni soggette a consenso, la loro gestione resta separata da quella degli analytics configurati per l’eventuale esenzione.
Matomo suggerisce di offrire un opt-out nella pagina privacy: verifica che la scelta impedisca le successive richieste di analytics e che rimanga comprensibile anche quando il sito usa altri strumenti di tracciamento. È una misura raccomandata nella configurazione prudenziale di Matomo; non sostituisce il consenso eventualmente richiesto per una funzione diversa.
Stabilisci inoltre per quanto tempo servono i dettagli delle singole visite e configura la cancellazione dei dati grezzi. I rapporti aggregati e i dati di visita hanno utilità e rischi differenti, quindi la loro conservazione può seguire criteri distinti. Se il tracker era già attivo con impostazioni più ampie, la modifica dello snippet incide sulle nuove richieste: occorre valutare a parte gli identificatori e i dati personali già archiviati.
Verificare l’effetto nel browser e nei dati conservati
Apri il sito in una sessione pulita e usa gli strumenti per sviluppatori. Nelle sezioni dedicate a cookie e archivi locali, controlla che la navigazione non crei identificatori di analytics riconducibili alla configurazione che hai disattivato. Nella scheda Rete, esamina le richieste al tracker: gli eventi devono essere quelli previsti e non devono contenere User ID, URL personali o parametri che avevi deciso di escludere.
Ripeti la prova dopo l’opt-out per accertare che non partano altri eventi. Verifica poi nella configurazione e nei dati conservati ciò che il browser non può mostrare, in particolare il mascheramento dell’IP, gli identificatori registrati e la cancellazione dei dati grezzi. Questa riduzione dei dati ha un costo misurabile: senza identificatori persistenti, le visite continuano a essere contate, mentre la stima dei visitatori unici e di quelli che tornano diventa meno accurata.
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