
Kickstarter o Indiegogo: la stessa fee nasconde due pubblici diversi

Per scegliere tra Kickstarter e Indiegogo, la commissione di piattaforma non basta. Un progetto creativo può trovare su Kickstarter una comunità più affine; per un prodotto tecnologico vale la pena confrontare anche Indiegogo. In entrambi i casi, la prima domanda è quanti sostenitori pertinenti il progetto può già raggiungere e quanti spera di incontrare sulla piattaforma.
Per una campagna italiana conta anche il numero dei pagamenti: a parità di raccolta, molti contributi piccoli aumentano le spese fisse. Le nuove campagne sulle due piattaforme dipendono inoltre dal raggiungimento dell’obiettivo. Il confronto serve quindi a stimare il netto e a capire quale pubblico potrebbe sostenere il lancio, senza scambiare un tasso di successo generale per la probabilità del proprio progetto.
Quanto resta di una campagna italiana
Le tariffe italiane di Kickstarter prevedono una commissione di piattaforma del 5% sui progetti finanziati con successo, più il 3% e 0,30 € per contributo per l’elaborazione dei pagamenti. Per un contributo inferiore a 10 € si applica invece la tariffa per piccoli importi: 5% e 0,08 € per contributo. Quest’ultima riguarda l’elaborazione del pagamento e si aggiunge alla commissione di piattaforma.
Le condizioni della piattaforma aggiornata Indiegogo indicano il 5% di commissione di piattaforma e, per i pagamenti in euro, il 3% più 0,20 € per transazione. Indicano anche che il finanziamento flessibile non è disponibile per le nuove campagne. Sui contributi ordinari, dunque, le due percentuali coincidono; nel confronto in euro cambia la quota fissa di ogni pagamento.
Tre scenari ipotetici mostrano l’effetto su campagne riuscite, con un pagamento per sostenitore e contributi individuali di almeno 10 €. I conti sottraggono soltanto le commissioni appena indicate: produzione, spedizioni, imposte, rimborsi e pagamenti non riscossi restano fuori dal calcolo.
- Con 10.000 € raccolti da 100 sostenitori che versano 100 € ciascuno, le commissioni sarebbero 830 € su Kickstarter e 820 € su Indiegogo. Il netto stimato sarebbe rispettivamente 9.170 € e 9.180 €.
- Con 30.000 € da 600 sostenitori che versano 50 € ciascuno, le commissioni salirebbero a 2.580 € e 2.520 €. Resterebbero 27.420 € su Kickstarter e 27.480 € su Indiegogo.
- Con 50.000 € da 1.000 sostenitori che versano 50 € ciascuno, le commissioni sarebbero 4.300 € e 4.200 €. Il netto stimato sarebbe 45.700 € contro 45.800 €.
Nel secondo scenario la differenza fra piattaforme è di 60 €: deriva interamente dai dieci centesimi di scarto applicati a ciascuno dei 600 pagamenti. Se la stessa raccolta ipotetica di 30.000 € arrivasse invece da 300 transazioni, i costi fissi diminuirebbero di 90 € su Kickstarter e di 60 € su Indiegogo. Il solo importo totale, senza una stima dei contributi, non descrive quindi il costo dei pagamenti.
L’obiettivo di raccolta e le fasi successive
La possibilità di trattenere una raccolta sotto l’obiettivo non è un motivo per scegliere una nuova campagna Indiegogo: il finanziamento flessibile è stato eliminato con l’aggiornamento della piattaforma. Kickstarter incassa i contributi quando il progetto raggiunge l’obiettivo; la pagina delle commissioni Indiegogo precisa che, se la campagna non raggiunge il proprio obiettivo, non sono dovute neppure le spese di elaborazione dei pagamenti.
Questa regola rende decisiva la soglia iniziale. Un obiettivo che copre le commissioni ma trascura produzione e consegna può finanziare formalmente la campagna senza renderne sostenibili le ricompense. Una soglia più bassa può essere più facile da raggiungere, ma non cambia quanto costa realizzare ciò che è stato promesso ai sostenitori.
Dopo la raccolta, la gestione delle ricompense può incidere sulla scelta quanto la pagina della campagna. Indiegogo offre Late Pledge e un gestore degli ordini nella piattaforma aggiornata; anche Kickstarter dispone di strumenti per gestire i contributi successivi. Per un progetto con molte varianti, accessori o costi di spedizione da definire, il valore di questi strumenti dipende dal lavoro concreto che permettono di gestire, non dalla sola differenza fra le quote fisse della simulazione.
Quale comunità può incontrare il progetto

La differenza fra i pubblici riguarda le affinità, non categorie riservate a una sola piattaforma. Il confronto di Fundpop associa Kickstarter soprattutto a progetti creativi, giochi e design, e Indiegogo a tecnologia e hardware, segnalando anche l’interesse di quest’ultima per i giochi da tavolo. È un’indicazione di posizionamento pubblicata da un operatore commerciale, non una misura dei sostenitori che vedranno una specifica campagna italiana.
Un gioco da tavolo non ha quindi una destinazione obbligata, così come un dispositivo tecnologico non è escluso dal pubblico di Kickstarter. La scelta dipende da come il progetto si colloca rispetto alle campagne che attirano già persone interessate a ricompense simili. Conta anche ciò che i potenziali sostenitori devono capire prima di contribuire: per un gioco possono essere regole, componenti e sessioni dimostrative; per un dispositivo, funzione, stato del prototipo e condizioni di consegna.
Va poi distinta la comunità che il creatore porta con sé da quella che potrebbe scoprire il progetto sulla piattaforma. Una lista di persone già interessate dà una base più concreta per stimare i contributi iniziali; la scoperta spontanea può aggiungerne altri, ma il suo volume resta incerto prima del lancio. Se quasi tutta la raccolta prevista arriva dalla propria comunità, il costo delle transazioni pesa di più nel confronto. Se una piattaforma raggiunge sostenitori pertinenti che altrimenti mancherebbero, pochi contributi aggiuntivi possono superare il risparmio sulle commissioni mostrato negli esempi.
Che cosa misurano i tassi di successo
Le statistiche pubbliche di Kickstarter mostrano nell’istantanea consultabile un tasso di successo complessivo del 42,74%, contro il 52,32% per la categoria Giochi e il 24,93% per Tecnologia. Le differenze fra categorie sono più informative del valore complessivo per chi deve collocare un progetto specifico. Restano comunque risultati storici della piattaforma, non probabilità individuali né dati riferiti soltanto all’Italia.
Per Indiegogo circolano stime del successo, ma non un tasso ufficiale pubblico direttamente confrontabile con quella tabella. Accostare una stima a una statistica della piattaforma darebbe un’apparenza di precisione che i dati non consentono: possono cambiare la selezione delle campagne, il periodo osservato e le regole di raccolta. Le vecchie serie riferite al finanziamento flessibile richiedono particolare cautela per valutare una nuova campagna a obiettivo fisso.
La decisione, quindi, combina grandezze di qualità diversa. Le commissioni si possono calcolare con un importo medio e un numero plausibile di pagamenti; i contributi della comunità esistente si possono stimare, pur senza garantirli; l’arrivo di nuovi sostenitori dalla piattaforma resta la variabile più difficile da prevedere. Per un lancio creativo con un pubblico già attivo intorno a progetti simili, Kickstarter può giustificare il maggiore costo fisso per pagamento. Per un prodotto rivolto a sostenitori di hardware, o con esigenze articolate dopo la raccolta, Indiegogo può essere più adatta. La scelta più solida parte dalla ricompensa e dalle persone che potrebbero volerla sostenere.
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