
Stripe o PayPal: il costo vero cambia con carta e contestazioni

Per un’attività italiana che incassa online, Stripe costa meno sui piccoli pagamenti con carta standard dello Spazio economico europeo (SEE). PayPal può costare meno sui carrelli più alti se il pagamento rientra nel piano misto dei pagamenti avanzati con carta. La convenienza cambia ancora quando entrano in gioco rimborsi, conversione valutaria e contestazioni.
Il confronto ha senso solo tra operazioni equivalenti: una carta elaborata con i pagamenti avanzati PayPal non ha la stessa tariffa di un acquisto pagato con il conto PayPal. Conta anche chi paga e da dove: la classificazione della carta usata da Stripe e quella della transazione usata da PayPal devono corrispondere alle condizioni dei calcoli.
Carta, checkout e conto PayPal hanno prezzi diversi
La pagina delle tariffe PayPal Business presenta per le transazioni nazionali il 3,4% più 0,35 € per i pagamenti PayPal e l’1,2% più 0,35 € per l’elaborazione delle carte. Applicare la prima tariffa a ogni acquisto con carta farebbe apparire PayPal più costoso anche dove il pagamento rientra nella seconda voce.
PayPal Checkout è un flusso ospitato da PayPal che può accettare sia pagamenti PayPal sia carte. Expanded Checkout consente al venditore di gestire più direttamente l’esperienza di pagamento e di offrire anche metodi alternativi. Perciò il nome del checkout non basta a stabilire la commissione: nel conto economico vanno separati gli ordini pagati con il conto PayPal da quelli elaborati come carta.
La tariffa per carta usata qui è quella del piano misto dei pagamenti avanzati, applicabile alle categorie di carte indicate nel tariffario. Un’attività che usa il piano Interchange Plus, prezzi concordati o un altro prodotto PayPal avrà una formula diversa. Anche per Stripe la categoria della carta è decisiva: la tariffa delle carte standard SEE non descrive automaticamente una carta premium o emessa fuori dall’area.
Tre carrelli in euro: la quota fissa ribalta il confronto

Il listino italiano di Stripe indica l’1,5% più 0,25 € per una carta standard SEE e il 2,8% più 0,25 € per una carta premium SEE. Nei calcoli seguenti si usa soltanto la prima categoria; per PayPal si assume una transazione nazionale con carta Visa o Mastercard nel piano misto, all’1,2% più 0,35 €. Gli importi sono esempi ipotetici di pagamenti riusciti in euro, senza cambio, rimborso o contestazione.
- Su un carrello da 10 €, la commissione è 0,40 € con Stripe e 0,47 € con i pagamenti avanzati PayPal. Se lo stesso importo fosse pagato tramite conto PayPal alla tariffa nazionale standard, il costo sarebbe 0,69 €.
- Su un carrello da 50 €, la commissione è 1,00 € con Stripe e 0,95 € con i pagamenti avanzati PayPal. Con il conto PayPal alla tariffa nazionale standard sarebbe 2,05 €.
- Su un carrello da 100 €, la commissione è 1,75 € con Stripe e 1,55 € con i pagamenti avanzati PayPal. Con il conto PayPal alla tariffa nazionale standard sarebbe 3,75 €.
La differenza nasce da dieci centesimi di quota fissa a favore di Stripe e da 0,3 punti percentuali di tariffa variabile a favore del piano misto PayPal. Eguagliando le due formule, il punto di pareggio teorico è circa 33,33 €: sotto prevale la quota fissa, sopra la percentuale. Poiché le commissioni dei singoli pagamenti sono espresse in centesimi, vicino alla soglia l’arrotondamento può produrre un pareggio sul singolo ordine.
La media dei carrelli, da sola, può nascondere la distribuzione degli incassi. Due attività con lo stesso importo medio possono pagare commissioni diverse se una riceve molti ordini piccoli e pochi grandi, mentre l’altra incassa soprattutto importi vicini alla media. Le simulazioni mostrano il costo di ciascuna vendita, non una tariffa effettiva identica per ogni attività.
Rimborsi e vendite estere cambiano le condizioni
Un rimborso completo lascia al venditore il costo della transazione originaria. Stripe non applica una commissione per emettere il rimborso di un pagamento con carta alle tariffe standard, ma non restituisce la commissione di elaborazione. Le tariffe PayPal per i venditori prevedono a loro volta che le commissioni pagate per ricevere una transazione commerciale non siano restituite in caso di rimborso completo o parziale, pur senza una tariffa per effettuare il rimborso.
Se il carrello ipotetico da 50 € viene rimborsato integralmente, rimangono quindi 1,00 € di commissione iniziale con Stripe oppure 0,95 € con i pagamenti avanzati PayPal nelle condizioni già definite. È un costo dell’incasso poi annullato: non va confuso con una nuova commissione sul rimborso. Un’attività con molti resi sostiene questa spesa anche quando il ricavo della vendita viene restituito.
Per le carte emesse fuori dal SEE, il listino Stripe distingue quelle del Regno Unito, al 2,5% più 0,25 €, dalle altre carte internazionali, al 3,15% più 0,25 €; aggiunge il 2% se è necessaria una conversione di valuta. Il tariffario PayPal applica ai pagamenti online internazionali la tariffa nazionale pertinente più una maggiorazione legata al mercato del mittente: nessuna maggiorazione per il SEE, 1,29% per il Regno Unito e 1,99% per gli altri mercati, con le eccezioni previste per alcuni metodi e piani.
Come ulteriore esempio ipotetico, su 50 € incassati senza conversione da una carta del Regno Unito, le formule pubblicate danno 1,50 € con Stripe e circa 1,60 € con il piano misto PayPal, applicando a quest’ultimo la maggiorazione internazionale pertinente. Il vantaggio dei pagamenti avanzati PayPal visto sul carrello nazionale dello stesso importo si inverte. La categoria della carta, il mercato attribuito al mittente e il piano effettivamente applicato restano condizioni essenziali dell’esempio.
Il cambio è una voce distinta dalla provenienza della carta. Per la conversione del saldo di un conto Business, o quando il destinatario accetta di sostenerla, PayPal prevede un tasso maggiorato del 3,0% rispetto al proprio tasso di cambio base. Questo valore e il 2% aggiuntivo indicato da Stripe non descrivono necessariamente la stessa operazione né la stessa base di calcolo. Una vendita estera incassata direttamente in euro, senza conversione a carico del venditore, richiede dunque un calcolo diverso da una vendita che genera un saldo da convertire.
La contestazione è un costo separato dalla vendita

Una contestazione può pesare più della differenza tra le commissioni ordinarie. Stripe indica 20 € per ogni contestazione ricevuta e altri 20 € se il venditore risponde manualmente; la seconda commissione viene rimborsata se vince la pratica. Per i chargeback relativi a pagamenti con carta che non passano dal conto PayPal dell’acquirente o da un pagamento come ospite, il tariffario PayPal in PDF indica una spesa di 16 € quando la valuta ricevuta è l’euro.
Nel caso ipotetico di un chargeback su una vendita nazionale con carta da 50 €, la commissione iniziale e la spesa per la contestazione sommano 21,00 € con Stripe e 16,95 € con i pagamenti avanzati PayPal. Il confronto esclude l’importo oggetto della pratica, il suo esito e gli eventuali servizi aggiuntivi. Se il venditore risponde manualmente tramite Stripe, entra in gioco anche la relativa commissione, soggetta alla regola di rimborso in caso di vittoria.
Per un pagamento tramite conto PayPal vale un’altra disciplina. La spiegazione PayPal sulle contestazioni distingue quelle relative al conto PayPal o al checkout come ospite dai pagamenti avanzati con carta, ai quali la tariffa di contestazione del wallet non si applica. Per le pratiche a cui si applica, il tariffario riporta una tariffa standard di 14 € in euro; tipo, gestione ed esito della pratica incidono sull’addebito. Sommare automaticamente questa voce ai 16 € del chargeback per carta significherebbe mescolare due regole diverse.
Quale soluzione conviene all’attività
Se gli incassi provengono soprattutto da carte standard SEE e i carrelli sono piccoli, la tariffa standard Stripe risulta inferiore negli esempi. Se prevalgono pagamenti nazionali di importo maggiore elaborati con il piano misto dei pagamenti avanzati PayPal, la commissione iniziale PayPal può essere più bassa. La presenza del wallet PayPal richiede un conto separato: ha una tariffa diversa e può rappresentare una quota diversa degli ordini.
Per una scelta basata sui costi contano soprattutto la distribuzione degli importi, la quota effettiva di pagamenti con carta e con conto PayPal, la provenienza delle carte, la valuta di incasso, i rimborsi e i chargeback. Nei piccoli ordini decide spesso la quota fissa; nelle vendite estere o contestate, le voci aggiuntive possono superare il risparmio ottenuto sulla commissione ordinaria.
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