Shopify o WooCommerce: il software gratis non azzera il costo del negozio

|Autore: Redazione QUASA|6 min di lettura
Shopify o WooCommerce: il software gratis non azzera il costo del negozio

Shopify è più semplice da mettere a budget se vuoi l’hosting incluso nel canone e meno decisioni sull’infrastruttura. WooCommerce può risultare meno costoso se hai già competenze tecniche o un fornitore conveniente, ma il suo core gratuito non elimina hosting, pagamenti e gestione del negozio.

La scelta dipende dal costo totale dello stesso negozio, con uguali funzioni, ordini e metodi di pagamento. Commissioni, estensioni, sviluppo e ore di manutenzione possono cambiare il risultato: nessuna delle due piattaforme è la più economica in ogni configurazione.

Che cosa paghi prima della prima vendita

Il listino WooCommerce indica che il core per WordPress non ha canone né quota sui ricavi, ma colloca l’hosting fra 25 e 350 dollari al mese per la maggior parte dei negozi e ogni estensione a pagamento fra 29 e 299 dollari l’anno. Sono intervalli pubblicati dal fornitore, non preventivi in euro per un’attività italiana. Prestazioni richieste, traffico e funzioni scelte determinano la spesa effettiva.

Il listino italiano di Shopify indica, con pagamento annuale, Basic a 24 euro e Grow a 69 euro al mese, con hosting incluso. Per le carte online standard, Shopify Payments espone il 2% più 0,25 euro per transazione su Basic e l’1,8% più 0,25 euro su Grow. Se si usa un gestore di pagamento esterno, il listino indica inoltre commissioni di transazione Shopify del 2% e dell’1% rispettivamente: vanno sommate alle tariffe del gestore scelto. Il canone rende prevedibile una voce importante, non l’intera spesa.

Per un negozio in Italia, la tabella WooPayments indica per le carte una tariffa base dell’1,5% più 0,25 euro per transazione, con maggiorazioni per carte extraeuropee e conversione valutaria. WooCommerce consente di scegliere un altro gestore: in quel caso conta il contratto di quel gestore, non la tariffa WooPayments. La distinzione è decisiva perché una percentuale applicata a ogni ordine può pesare più del canone della piattaforma.

Due negozi ipotetici, a uno e tre anni

Il costo di Shopify e WooCommerce cresce con ordini, pagamenti e manutenzione nel modello dei negozi italiani.

Un confronto omogeneo separa piattaforma, hosting, applicazioni o estensioni, commissioni dei pagamenti, sviluppo iniziale e tempo di gestione. I casi seguenti sono ipotesi di calcolo, non prezzi promessi. Suppongono vendite in euro pagate con carte alle tariffe base appena indicate, funzioni standard, nessuna app o estensione a pagamento e avvio curato dal titolare senza sviluppo fatturato. Escludono IVA sui costi, promozioni temporanee, resi e spese comuni come prodotti e spedizioni. Gli importi di hosting in euro sono assunzioni del modello, non conversioni dell’intervallo in dollari pubblicato da WooCommerce.

Per il negozio piccolo ipotizziamo 60.000 euro di pagamenti con carta e 1.000 ordini l’anno, gestiti da una persona. Con Shopify Basic, il canone annuo è 288 euro e le commissioni del modello sono 1.450 euro. Con WooCommerce assumiamo un hosting da 25 euro al mese, pari a 300 euro l’anno, e commissioni WooPayments per 1.150 euro. Valutando per entrambi un’ora mensile di gestione ordinaria a 25 euro l’ora, il totale è 2.038 euro per Shopify e 1.750 euro per WooCommerce nel primo anno. Se volumi, tariffe e lavoro restano identici, diventano 6.114 e 5.250 euro in tre anni.

Per il negozio medio ipotizziamo 300.000 euro di pagamenti con carta e 5.000 ordini l’anno. Il team ha bisogno di account aggiuntivi: per Shopify scegliamo Grow, mentre per WooCommerce assumiamo un hosting da 80 euro al mese. Canone e hosting valgono rispettivamente 828 e 960 euro l’anno; le commissioni calcolate sulle tariffe base sono 6.650 e 5.750 euro. Con due ore mensili di gestione per ciascuna soluzione, sempre a 25 euro l’ora, il totale è 8.078 euro per Shopify e 7.310 per WooCommerce nel primo anno, oppure 24.234 e 21.930 euro in tre anni. È la necessità di account per il team a motivare Grow in questo esempio, non il solo volume di vendite.

Le cifre isolano le voci che cambiano la scelta, ma non sono un preventivo completo. Se un’agenzia realizza il negozio, il costo di avvio si aggiunge al primo anno; gli interventi successivi entrano negli anni in cui vengono fatturati. Abbonamenti per app o estensioni vanno invece ripetuti per ogni anno previsto dal contratto. Per un negozio già operativo occorre considerare anche l’eventuale migrazione: i due esempi descrivono una nuova apertura.

Quando il tempo tecnico cambia il risultato

Nel confronto fra Shopify e WooCommerce, ore aggiuntive di manutenzione possono annullare il vantaggio iniziale di WooCommerce.

Nel caso piccolo WooCommerce conserva un vantaggio ipotetico di 288 euro l’anno. A 25 euro l’ora, circa un’ora aggiuntiva al mese di lavoro tecnico lo assorbirebbe. Nel caso medio il margine è di 768 euro l’anno, pari a poco più di due ore e mezza aggiuntive al mese. Queste sono soglie ricavate dai conti precedenti, non stime delle ore che ogni negozio WooCommerce richiederà.

Con WooCommerce il titolare sceglie hosting, estensioni e sviluppatori, ma deve attribuire a qualcuno aggiornamenti, compatibilità, backup e prestazioni. Shopify include l’hosting nel piano; personalizzazioni e app possono comunque aggiungere costi e lavoro. La recensione di TechRadar segnala fra i limiti di Shopify gli upgrade costosi e le commissioni aggiuntive con gestori di pagamento esterni. Una minore gestione dell’infrastruttura non equivale quindi a un costo totale fisso.

Il valore delle ore conta anche quando il titolare non riceve una fattura: è tempo sottratto a catalogo, assistenza e vendite. Se esiste già un tecnico interno, la spesa aggiuntiva può essere diversa da quella di un intervento esterno; se ogni modifica richiede un’agenzia, la differenza può essere maggiore. Per questo il costo del lavoro va tenuto distinto dal canone, anziché nascosto in una valutazione generica della facilità d’uso.

Prestazioni e crescita dipendono dalla configurazione

Su WooCommerce, un hosting economico può essere sufficiente per un catalogo semplice, ma traffico, tema ed estensioni possono richiedere più risorse o interventi tecnici. Shopify include l’infrastruttura nel piano; crescendo, un negozio può invece avere bisogno di funzioni, account o app che aumentano la spesa. Un aumento degli ordini incide inoltre sulle commissioni di entrambi, anche se il piano e l’hosting non cambiano.

Shopify, nella propria pagina di confronto, attribuisce al suo checkout una conversione media superiore del 17% rispetto a WooCommerce e indica costi operativi e di assistenza di WooCommerce mediamente superiori del 41%. Sono risultati presentati da una delle parti, relativi a metriche diverse e non una previsione per il singolo negozio italiano. Per valutare l’effetto economico di una diversa conversione servono anche traffico, margine per ordine e configurazione concreta del checkout.

Quale costo puoi governare meglio

Shopify è una scelta coerente quando la priorità è avere hosting incluso e una parte della spesa ricorrente facile da pianificare, purché piano, app e commissioni siano compatibili con i margini. WooCommerce offre più autonomia nella scelta di infrastruttura e fornitori; negli esempi con pagamenti standard costa meno, ma quel vantaggio dipende da hosting e tempo tecnico ipotizzati.

Per decidere, la differenza più utile è fra spesa iniziale e spesa che segue ogni ordine o ogni mese. Sviluppo e migrazione possono pesare soprattutto all’avvio; commissioni, estensioni e manutenzione continuano a incidere durante l’esercizio. Mettere queste voci accanto alle stesse vendite e alle stesse funzioni rende confrontabili le due piattaforme senza scambiare il prezzo del software per quello del negozio.

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