Qonto o Revolut Business: F24 e valute estere cambiano la scelta

|Autore: Redazione QUASA|7 min di lettura
Qonto o Revolut Business: F24 e valute estere cambiano la scelta

Per una partita IVA o una PMI che lavora soprattutto in Italia, Qonto riunisce nel conto IBAN italiano, fatturazione elettronica e pagamenti fiscali. Revolut Business diventa più interessante quando l’impresa incassa, conserva e spende regolarmente in valute estere. Il pagamento dell’F24, da solo, non decide il confronto: è disponibile su entrambi.

La scelta cambia invece se il commercialista dispone un addebito I24, se servono pagamenti pagoPA o se i ricavi in valuta devono restare nella stessa divisa fino al pagamento dei fornitori. Anche il prezzo va rapportato a bonifici, persone con carta e strumenti di gestione delle spese: il canone più basso può coprire un lavoro diverso.

F24, fatture e IBAN nell’operatività italiana

Il pagamento F24 è disponibile sia con Qonto sia con Revolut Business, mentre alcune procedure fiscali richiedono un IBAN italiano.

Il listino italiano di Qonto indica un IBAN italiano, la fatturazione elettronica conforme alla normativa, il pagamento degli F24 e il servizio pagoPA. Riunire queste funzioni è utile a chi emette fatture elettroniche e gestisce dal medesimo conto imposte e pagamenti verso la pubblica amministrazione. Le operazioni incluse e le commissioni pagoPA dipendono però dal piano.

Le istruzioni fiscali di Revolut Business consentono di compilare e pagare un F24 nell’app anche con un IBAN che inizia per LT. Distinguono quel pagamento dall’I24, cioè l’addebito di un modello presentato tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate: per questo flusso richiedono un IBAN con prefisso IT. Le stesse istruzioni indicano che Revolut Business non supporta pagoPA né CBILL.

La guida agli IBAN Business di Revolut non elenca ancora l’Italia tra i paesi con prefisso dedicato: per quelli non elencati indica un IBAN lituano. Precisa che un IBAN LT può essere usato per i bonifici SEPA. Il vincolo pratico riguarda dunque i flussi che richiedono espressamente IT, come l’I24 descritto da Revolut, e non i normali bonifici in euro.

Va distinta anche la creazione di una fattura dalla sua emissione elettronica secondo le regole italiane. Qonto include esplicitamente la fatturazione elettronica conforme alla normativa; nel valutare Revolut Business insieme a un software contabile, il costo e il funzionamento di quest’ultimo entrano nel confronto. Per chi emette molte fatture italiane, questa distinzione pesa quanto le condizioni del conto.

Canone, bonifici e carte: quali costi entrano nel confronto

Per i professionisti Qonto propone Starter senza canone, con cinque bonifici mensili e una carta virtuale. La carta fisica One costa cinque euro al mese e ogni bonifico oltre la soglia costa 0,20 euro. Basic costa l’equivalente di nove euro mensili, IVA esclusa, con addebito annuale: comprende trenta bonifici e una carta fisica. Smart sale a diciannove euro equivalenti al mese, con cento bonifici e due carte fisiche. Il prezzo mensile mostrato per questi piani Qonto implica quindi un pagamento annuale; la fatturazione mensile è disponibile a condizioni diverse.

Il listino italiano di Revolut Business indica Basic a 10 euro e Grow a 35 euro al mese. Basic comprende dieci bonifici nazionali senza commissioni; Grow ne comprende cento e aggiunge cinque bonifici esteri senza commissioni. Oltre le rispettive soglie, il listino indica 0,20 euro per bonifico nazionale e cinque euro per bonifico estero. Per le carte fisiche segnala possibili commissioni, mentre lo strumento Spese costa otto euro per persona al mese.

Grow include inoltre una soglia mensile di cambio di 15.000 euro al tasso interbancario durante l’orario di mercato; per Basic la soglia è di 1.000 euro. Superato il limite, il listino indica una commissione dello 0,6% e, per i cambi fuori dall’orario di mercato, un’ulteriore commissione dell’1%. Un bonifico estero incluso e un cambio entro soglia sono quindi due condizioni separate: rientrare nella prima non elimina automaticamente i costi della seconda.

Professionista italiano: il piano gratuito cambia il calcolo

Si consideri un caso ipotetico: un professionista emette fatture elettroniche, paga F24, usa una carta fisica ed esegue dodici bonifici SEPA al mese, senza operazioni in valuta. Con Qonto Starter i sette bonifici oltre la soglia costerebbero 1,40 euro; aggiungendo la carta One, la spesa indicativa sarebbe di 6,40 euro mensili. Qonto Basic coprirebbe invece carta e bonifici nel canone equivalente di nove euro, a fronte dell’addebito annuale.

Con Revolut Basic, due bonifici oltre la soglia aggiungerebbero 0,40 euro al canone, per un totale di 10,40 euro prima di eventuali altri servizi. Il confronto non si ferma a questa differenza: il professionista deve includere l’eventuale strumento usato per la fatturazione elettronica italiana e verificare se il proprio flusso fiscale richiede I24 o pagoPA. Se gli bastano una carta virtuale e non supera i bonifici compresi in Starter, il conto Qonto non avrebbe invece un canone da aggiungere.

PMI con più carte: conta anche la gestione delle spese

Per una PMI ipotetica con cinque persone dotate di carta e ottanta bonifici SEPA al mese, Qonto Essential offre un pacchetto direttamente confrontabile: il piano comprende 250 bonifici, cinque carte fisiche, membri del team illimitati, note spese e rimborsi. Il canone è l’equivalente di 49 euro mensili, IVA esclusa, con addebito annuale. Le cinque carte e il volume di bonifici dell’esempio rientrano quindi nelle quantità incluse.

Revolut Grow coprirebbe gli ottanta bonifici nel canone di 35 euro mensili e permette di assegnare carte ai dipendenti; l’eventuale costo delle carte dipende dalle condizioni applicabili. Se tutte e cinque le persone usassero anche Spese, altri 40 euro porterebbero il totale indicativo a 75 euro mensili, prima di eventuali costi delle carte. Senza Spese, il punto di partenza resterebbe 35 euro. Per questa PMI è decisivo stabilire se raccolta dei giustificativi, rimborsi e gestione delle fatture debbano essere compresi nello stesso servizio: confrontare soltanto il numero di carte sottostimerebbe il lavoro richiesto.

Impresa multivaluta: detenere fondi cambia il risultato

Qonto invia pagamenti esteri dal conto in euro; Revolut Business permette di detenere saldi in più valute.

Nel confronto pubblicato da Revolut Business, il servizio dichiara di poter ricevere, detenere e convertire oltre 35 valute, mentre attribuisce a Qonto la detenzione dei fondi in euro. Il confronto accosta Revolut Grow a Qonto Smart e usa informazioni su Qonto raccolte il 1° aprile 2025; per prezzi e soglie dei singoli scenari valgono i rispettivi listini. Per un’impresa che incassa e paga nella stessa divisa, poter conservare quel saldo evita di convertire ogni incasso in euro e poi riconvertirlo per pagare.

Qonto consente comunque bonifici internazionali in valuta dal conto in euro, in collaborazione con Wise. Su Basic, la tariffa indicata per invii in USD, GBP o CHF è dello 0,8% per bonifico, con un minimo di cinque euro. L’assenza di un saldo detenibile in quelle valute non impedisce quindi il pagamento di un fornitore estero; cambia il modo in cui l’impresa gestisce gli incassi prima di spenderli e il costo da associare a ciascun invio.

In un terzo caso ipotetico, quattro bonifici mensili in USD da un controvalore di 1.000 euro ciascuno produrrebbero 32 euro di commissioni di invio con la tariffa Qonto Basic. Aggiungendo i nove euro equivalenti di canone, il totale indicativo sarebbe 41 euro. Su Revolut Grow i quattro bonifici rientrerebbero nella soglia dei cinque invii esteri e un cambio complessivo di 4.000 euro resterebbe entro il limite mensile, se effettuato durante l’orario di mercato: il costo esplicitato dal piano sarebbe allora il canone di 35 euro. Il calcolo non confronta i tassi di cambio effettivi né comprende eventuali spese SWIFT legate al percorso del pagamento.

Per chi opera prevalentemente in Italia, la combinazione di IBAN italiano, fatturazione elettronica e servizi fiscali dà a Qonto un vantaggio operativo concreto. Per chi deve mantenere saldi in più valute e disporre pagamenti esteri ricorrenti, Revolut Business offre una funzione diversa, che può compensare il maggiore lavoro da organizzare per alcune procedure italiane. Sono i flussi effettivi dell’impresa, più del solo canone, a determinare quale differenza conta davvero.

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