
Carta o Pulley: gratis fino a 25 stakeholder, poi pesa il preventivo

Se la startup rientra nei requisiti di Launch e le bastano le funzioni di base, Carta ha il vantaggio del canone gratuito. La pagina dei piani Carta indica fino a 25 stakeholder e fino a un milione di dollari raccolti; la FAQ della stessa pagina dice però «meno di 25». Al limite esatto dei 25, conviene confermare l’idoneità prima di contare sulla gratuità.
Pulley dà un riferimento di spesa iniziale: nel confronto ufficiale con i fogli di calcolo indica 1.200 dollari l’anno per Startup con i primi 25 stakeholder e 3.500 dollari per Growth fino a 40. Per Growth, la tabella della pagina presenta la cifra come annuale, mentre un passaggio successivo la riferisce al primo anno: il prezzo di rinnovo va chiarito nell’offerta. La scelta fra i due servizi si decide quindi sul numero di titolari previsto dopo il prossimo round, non soltanto sul prezzo d’ingresso.
Che cosa coprono i prezzi iniziali
Launch comprende gestione della cap table, emissione di titoli, amministrazione degli investitori, modellazione dei SAFE e strumenti per la raccolta tramite SAFE. Se serve modellare un round con prezzo definito, Carta colloca questa funzione in Build, che indica una soglia fino a 50 stakeholder. Grow aggiunge le valutazioni 409A e il supporto in caso di verifica; Scale comprende anche strumenti di rendicontazione e conformità più estesi.
Per i piani a pagamento Carta descrive un prezzo per stakeholder, un minimo annuale e prodotti aggiuntivi venduti separatamente, senza pubblicare gli importi necessari a calcolare un totale. La distinzione conta già quando una società supera Launch: conoscere il nome del piano adatto non dice quanto costerà amministrare la cap table dopo l’ingresso di nuovi investitori o beneficiari di equity.
La pagina dei piani Pulley elenca Startup, Growth ed Enterprise, ma non mostra gli importi dei piani equity. Startup include gestione della cap table, certificati azionari, accordi standard per SAFE e opzioni e modellazione della raccolta. Growth aggiunge valutazioni 409A, esercizio delle opzioni, approvazioni del consiglio e integrazioni con i sistemi del personale. La pagina definisce inoltre lo stakeholder come una persona con una partecipazione e prevede un conteggio particolare per alcuni piccoli investitori angel: anche la definizione usata nel preventivo può incidere sul totale.
Il confronto di BizBot rileva che non è pubblicata una tariffa per gli stakeholder oltre quelli inclusi nei piani Pulley. I prezzi iniziali permettono perciò di fissare una base, ma non di calcolare da soli il costo di una cap table più ampia.
Tre scenari per il prossimo round

Pre-seed con 15 stakeholder. È uno scenario ipotetico: se il capitale raccolto resta entro la soglia prevista e Launch copre le operazioni necessarie, Carta non richiede un canone. Il prezzo pubblicato per Pulley Startup rende visibile il costo di partenza dell’alternativa. Per una società che deve soprattutto tenere aggiornate le partecipazioni e gestire SAFE, il vantaggio economico immediato è di Carta; una crescita imminente dei titolari riduce però il tempo in cui quel vantaggio può durare.
Seed con 30 stakeholder. Anche questo è uno scenario ipotetico. La società esce dal perimetro gratuito dichiarato per Carta e può valutare Build se le occorrono le funzioni per un round con prezzo definito. Su Pulley supera invece gli stakeholder inclusi in Startup, pur restando entro quelli inclusi in Growth. Il confronto richiede il prezzo Carta per Build, il costo Pulley oltre la quota Startup e le condizioni economiche di Growth: passare al piano superiore ha senso soltanto se il prezzo complessivo e le funzioni aggiunte lo giustificano.
Scale-up con 80 stakeholder. Nel terzo scenario ipotetico, i limiti numerici dei piani iniziali non bastano più a produrre un costo confrontabile. Carta presenta Grow e Scale con un limite di stakeholder flessibile; Pulley offre Enterprise e servizi di amministrazione più estesi, mentre Growth include un gruppo più piccolo di titolari. Per confrontare le offerte servono lo stesso conteggio previsto, il canone annuale, il trattamento degli stakeholder aggiuntivi e l’elenco delle attività comprese. Un prezzo riferito a una cap table più piccola rischierebbe di favorire artificialmente un fornitore.
Quando serve davvero la valutazione 409A

La 409A riguarda il trattamento fiscale statunitense di determinate opzioni e la determinazione del valore equo delle azioni alla data di assegnazione. Le regole dell’IRS sulle stock option distinguono le opzioni con prezzo di esercizio almeno pari al valore equo da quelle assegnate a sconto e descrivono come valutare azioni non negoziate su un mercato. Per una società con entità, piani azionari o beneficiari soggetti a queste regole, la valutazione può essere una voce concreta del confronto economico.
La funzione compare nei piani superiori di entrambi i fornitori, ma la sua presenza non rende automaticamente conveniente un piano più costoso per una startup che opera soltanto in Italia. Nemmeno l’ingresso di un investitore statunitense definisce, da solo, il trattamento delle opzioni assegnate ai dipendenti. Contano la società che emette gli strumenti, i destinatari e le condizioni del piano: sono questi elementi a stabilire se la 409A debba entrare nel perimetro della scelta.
Il perimetro di una società italiana
Nei cataloghi dei due servizi compaiono funzioni pensate per obblighi statunitensi, accanto a strumenti di gestione delle partecipazioni utili anche in altri contesti. Per un fondatore italiano il valore di ciascuna funzione dipende dalla struttura societaria e dal round previsto. Un modulo per un adempimento USA ha un peso diverso dalla possibilità di registrare correttamente emissioni, trasferimenti e diritti degli investitori nella società che effettivamente raccoglie capitale.
Anche il conteggio degli stakeholder merita attenzione. La dimensione del team non coincide necessariamente con quella della cap table: un round può aggiungere investitori senza cambiare l’organico, mentre un piano di equity può ampliare il gruppo dei beneficiari. Nella simulazione vanno distinti i titolari dalle quote e dagli strumenti che ciascuno possiede, usando poi la definizione contrattuale applicata dal fornitore. È quel conteggio, insieme alle operazioni richieste, a rendere confrontabili le offerte.
Quali voci rendono confrontabile il preventivo
Per scegliere dopo il round, Carta e Pulley devono ricevere lo stesso scenario: stakeholder attuali e previsti, operazioni sul capitale, eventuali valutazioni e attività di amministrazione richieste. Il preventivo dovrebbe distinguere canone del piano, minimo annuale, costo dei titolari oltre la quota inclusa, durata delle condizioni iniziali, migrazione dei dati e servizi aggiuntivi. Serve anche a capire se una funzione necessaria è compresa nel piano proposto o comporta un passaggio di livello.
Se la società resta chiaramente entro Launch e le sue funzioni sono sufficienti, il canone gratuito è un criterio forte. Quando cresce il numero dei titolari, il confronto utile diventa quello fra importi scritti per la stessa cap table futura. Il prezzo iniziale di Pulley offre un punto di partenza; il preventivo chiarisce quanto costa arrivare alla dimensione che il prossimo round renderà reale.
Leggi anche:
Articoli correlati


Cap table: l’option pool pre-money diluisce i founder prima del round

Il VC italiano cresce del 71%, ma perde un terzo dei round

Business angel o venture capital: il primo assegno cambia la governance

Shopify o WooCommerce: il software gratis non azzera il costo del negozio

Incubatore o acceleratore: scegliere la fase evita equity sprecata
Iscriviti alla nostra newsletter
Ricevi le ultime notizie su Web3, IA e cripto direttamente nella tua casella di posta.