Fineco o Directa: sotto 1.500 euro le commissioni cambiano il conto

|Autore: Redazione QUASA|6 min di lettura
Fineco o Directa: sotto 1.500 euro le commissioni cambiano il conto

Per un acquisto manuale di ETF su Euronext Milan, sotto 1.500 euro per ordine il profilo Variabile di Directa costa meno della tariffa del Conto Fineco Trading. Directa applica l’1,9‰, con minimo di 1,50 euro e massimo di 18 euro; Fineco applica lo 0,19%, con minimo di 2,95 euro e massimo di 19 euro. Le percentuali coincidono: sui piccoli importi è il minimo per ordine a produrre la differenza.

La scelta cambia se gli acquisti entrano in un PAC automatico, se l’ETF è negoziato su Xetra o se servono pagamenti e investimenti nello stesso conto bancario. I calcoli sulle commissioni Fineco che seguono riguardano il Conto Trading, mentre i conti Fineco con servizi bancari hanno condizioni di negoziazione diverse.

Il costo annuo degli ordini da 500, 1.500 e 5.000 euro

Consideriamo un esempio ipotetico: un acquisto al mese dello stesso ETF su Euronext Milan per dodici mesi, senza promozioni. Le cifre comprendono soltanto le commissioni di acquisto. Eventuali vendite, spread tra prezzo di acquisto e vendita, costi interni dell’ETF e imposte restano fuori dal confronto.

  • 500 euro per ordine: Fineco addebita il minimo di 2,95 euro, pari a 35,40 euro per dodici acquisti. Directa Variabile addebita 1,50 euro, pari a 18 euro nell’anno. La differenza è di 17,40 euro.
  • 1.500 euro per ordine: Fineco resta a 2,95 euro, cioè 35,40 euro annui. Su Directa l’1,9‰ produce 2,85 euro, cioè 34,20 euro annui. Il vantaggio Directa scende a 1,20 euro nell’anno.
  • 5.000 euro per ordine: entrambe le percentuali producono 9,50 euro a eseguito, pari a 114 euro per dodici acquisti.

Il minimo Fineco cessa di incidere intorno a 1.553 euro di controvalore. Da quel punto le due tariffe percentuali coincidono fino all’intervento dei massimali. Questi ultimi introducono un’altra differenza: su un ordine ipotetico da 10.000 euro Directa si ferma a 18 euro, Fineco a 19 euro. Non esiste quindi un vincitore commissionale unico per ogni importo.

Conta anche la frequenza. Con quattro ordini da 500 euro in un anno, anziché dodici, la differenza tra le due tariffe Variabile e Fineco è di 5,80 euro. Il risparmio annuo cresce con il numero di eseguiti, mentre il costo percentuale dell’ETF e lo spread di mercato seguono logiche distinte dalla commissione del broker.

Su Directa il profilo scelto cambia il risultato

Il vantaggio sui piccoli acquisti riguarda Directa Variabile. Per lo stesso ETF a Milano, Directa Semplice costa 5 euro a ordine: nell’esempio di dodici acquisti la spesa sale a 60 euro, contro 35,40 euro con il Conto Fineco Trading. Scegliere Directa senza distinguere il profilo porterebbe quindi a un confronto sbagliato.

Directa offre anche Dinamico, la cui commissione indicata per questi ETF va da 8 a 1,50 euro secondo l’operatività. Chi concentra molti ordini può ottenere una tariffa diversa da quella del singolo acquisto mensile; per dodici acquisti distanziati nel corso dell’anno, il profilo Variabile rende invece immediato il calcolo. Semplice, pur sfavorito negli esempi da 500 euro, può diventare più interessante della tariffa percentuale su controvalori maggiori: il prezzo fisso va confrontato con l’importo di ogni ordine, non con il versamento annuo complessivo.

PAC automatico: la tariffa dell’ordine manuale non basta

Il PAC gratuito di Directa esegue senza commissioni gli acquisti automatici degli strumenti ammessi, scelti da una selezione di oltre 900 ETF ed ETC. La gratuità riguarda quel servizio e quella selezione: un acquisto manuale fuori dalle promozioni segue il profilo commissionale applicabile. Un versamento ipotetico di 500 euro al mese in un ETF ammesso costa dunque zero in commissioni di acquisto automatico, contro 18 euro annui comprando manualmente lo stesso importo con Directa Variabile.

Per Fineco Replay, un piano con un ETP non in promozione costa 2,95 euro per periodo; con quattro ETP costa 6,95 euro per periodo. Su dodici periodi mensili sono rispettivamente 35,40 e 83,40 euro. Fineco indica una quota di costo azzerata per gli ETP in promozione e condizioni dedicate agli under 30: per questi clienti le spese del PAC sono pari a zero. La selezione degli strumenti e le condizioni del cliente incidono quindi più del solo prezzo ordinario pubblicato per il piano.

Il PAC aggiunge una differenza operativa: gli ordini vengono inviati automaticamente alle date previste, mentre l’acquisto manuale lascia scegliere quando immettere ciascun ordine. Sono modalità diverse di acquistare lo stesso tipo di strumento. Se l’ETF voluto non rientra nella selezione gratuita di un piano, il confronto torna alle commissioni dell’acquisto manuale o alle condizioni dell’altro piano disponibile.

Xetra e altre borse cambiano la convenienza

Per un ETF negoziato su Xetra, Directa applica lo 0,025% con minimo di 9,50 euro, indipendentemente dal profilo; per gli ETF in Germania il Conto Fineco Trading mantiene lo 0,19% con minimo di 2,95 euro. Su un ordine ipotetico da 500 euro il costo è quindi 9,50 euro con Directa e 2,95 euro con Fineco. Ripetuto ogni mese, quel solo ordine genererebbe 114 euro di commissioni annue con Directa e 35,40 euro con Fineco.

Su Xetra, però, l’importo modifica ancora l’esito: a 5.000 euro Directa resta al proprio minimo di 9,50 euro e Fineco arriva a 9,50 euro con la percentuale. Inoltre Directa applica la tariffa Variabile indicata per Milano anche agli ETF su Euronext Paris e Amsterdam. Parlare genericamente di “borsa estera” nasconderebbe differenze concrete tra sedi di negoziazione.

Fineco presenta accesso alle azioni su 26 mercati globali, ma quel numero non equivale a dire che ogni ETF sia disponibile su tutte quelle borse. Per scegliere un intermediario in funzione dell’accesso conta la sede sulla quale è negoziabile lo strumento cercato. Per strumenti in valuta diversa dall’euro entra poi nel costo la conversione: il Conto Fineco Trading non offre il servizio Multicurrency e applica uno spread sul cambio.

Il conto bancario Fineco è un prodotto diverso

Chi vuole gestire pagamenti e investimenti nello stesso rapporto deve confrontare Directa con un conto bancario Fineco appropriato, non attribuire quei servizi al Conto Trading usato nei calcoli. Il confronto dei conti Fineco distingue One, Classic e Max dalla soluzione Solo Trading: quest’ultima non include carte di pagamento, mentre One ha canone mensile zero e offre servizi bancari. Per One, Classic e Max le commissioni di negoziazione sono fisse per ordine e dipendono dalle condizioni del conto; i 35,40 euro annui calcolati con lo 0,19% non si trasferiscono automaticamente a quei prodotti.

Per chi dispone già di un conto corrente e compra manualmente piccoli importi di ETF a Milano, Directa Variabile offre il vantaggio commissionale indicato dai calcoli. Un PAC su strumenti ammessi può azzerare le commissioni di acquisto; per Xetra, invece, un piccolo ordine favorisce il Conto Fineco Trading. Se servono anche carte e pagamenti, il costo dell’investimento va valutato insieme al conto Fineco che li fornisce e al suo specifico tariffario.

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