Voucher Piemonte aperto: l’IA vale fino a 25.000 euro, ma conta l’invio

|Autore: Redazione QUASA|5 min di lettura| 5
Voucher Piemonte aperto: l’IA vale fino a 25.000 euro, ma conta l’invio

Lo sportello del Voucher digitalizzazione PMI 2026 ha aperto in Piemonte alle 11 del 22 ottobre 2026 ed è stato chiuso alle 17 dello stesso giorno, dopo che le domande hanno superato il 120% della dotazione. Il bando integrale ammette progetti di intelligenza artificiale e fissa il contributo massimo a 25.000 euro per beneficiario: possono partecipare micro, piccole e medie imprese, comprese le attività professionali, con sede o unità operativa attiva in Piemonte.

La scheda della Camera di commercio di Cuneo indicava una dotazione di 19,2 milioni di euro e una copertura delle spese ammissibili dal 50% al 70%; il testo della misura dettaglia ulteriori premialità soggettive. La scadenza inizialmente prevista era il 15 dicembre, ma lo sportello è ormai chiuso a nuovi invii. Per le istanze trasmesse, la posizione nell’istruttoria dipende dalla presentazione formale, seguita dalla verifica dei requisiti e del progetto: il precaricamento dei file non attribuisce priorità.

Aliquote e investimento minimo per le domande inviate

La quota ordinaria del contributo varia con la dimensione dell’impresa. Gli investimenti minimi indicati nella misura corrispondono al voucher minimo richiedibile applicando l’aliquota base:

  • Microimpresa: copertura del 65%, voucher minimo di 4.000 euro e investimento ammissibile minimo di 6.153,85 euro.
  • Piccola impresa: copertura del 60%, voucher minimo di 5.000 euro e investimento ammissibile minimo di 8.333,33 euro.
  • Media impresa: copertura del 50%, voucher minimo di 5.000 euro e investimento ammissibile minimo di 10.000 euro.

Un progetto collaborativo con un soggetto aggregatore può aggiungere cinque punti percentuali all’aliquota. Altri requisiti, tra cui il rating di legalità, la componente femminile o giovanile, la certificazione della parità di genere e lo status di startup o PMI innovativa, possono aggiungere un punto o, se sono più d’uno, fino a due punti. Queste maggiorazioni aumentano la quota finanziabile, mentre il tetto del voucher rimane uguale per tutte le dimensioni d’impresa.

Quali spese di IA possono essere ammesse

Il progetto deve introdurre almeno una delle tecnologie elencate nella misura. Per l’IA sono previste computer vision e riconoscimento delle immagini per controllo qualità o produzione, elaborazione del linguaggio naturale e automazione documentale, sistemi predittivi per manutenzione o domanda e IA generativa applicata ai processi aziendali. Ogni voce di spesa nella domanda deve essere collegata all’ambito tecnologico pertinente e a un effettivo miglioramento digitale.

Sono finanziabili beni e servizi strumentali funzionali al progetto, inclusi software, licenze, dispositivi e connessione. Consulenza specialistica e formazione sono ammesse, ma insieme non possono superare il 30% delle spese ammissibili; i relativi fornitori devono appartenere alle categorie qualificate previste dalla misura. Nella descrizione dei costi devono comparire ragione sociale e partita IVA dei fornitori.

Le spese sono ammissibili soltanto se sostenute dopo la presentazione della domanda. Canoni, licenze e abbonamenti possono coprire al massimo due annualità. La semplice sostituzione di un computer o di un tablet richiede una motivazione che dimostri perché il nuovo bene è necessario alla tecnologia proposta.

Requisiti ed esclusioni che incidono sul contributo

L’intervento deve svolgersi presso una sede o unità locale attiva e produttiva in Piemonte e riferirsi a un’attività ATECO ammissibile. Servono inoltre la regolarità contributiva e il rispetto degli obblighi sulle polizze catastrofali; chi è tenuto all’iscrizione al Registro delle imprese deve essere in regola con il diritto annuale. Le condizioni territoriali riguardano il luogo in cui il progetto viene realizzato, anche quando il beneficiario opera in più sedi.

È escluso chi ha già ricevuto un contributo dai voucher digitalizzazione piemontesi del 2023 o del 2024. Non rientrano tra i costi finanziabili personale, pubblicità, consulenze fiscali o contabili ordinarie, smartphone, beni usati o in leasing e forniture inferiori a 500 euro al netto dell’IVA. Sono escluse anche le commesse interne e quelle affidate a imprese legate al beneficiario: un preventivo per un sistema di IA può quindi contenere voci da eliminare prima del calcolo del contributo.

I documenti decisivi nell’istruttoria

Per le pratiche già inviate, il fascicolo comprende il modulo di domanda, Allegato A, firmato dal titolare o dal legale rappresentante con gli estremi della marca da bollo. Occorrono anche il riepilogo generato da ReStart, la dichiarazione delle spese con i preventivi, l’autovalutazione SELFI4.0 e la dichiarazione DNSH. L’autovalutazione digitale allegata deve essere stata compilata negli ultimi dodici mesi; i file firmati digitalmente devono usare il formato CAdES con estensione .p7m.

Altri allegati dipendono dalla pratica: la descrizione del progetto collaborativo, la dichiarazione del fornitore per determinate consulenze o attività formative e, nei casi previsti, la delega. L’assenza dell’Allegato A comporta il rigetto della domanda. Un preventivo mancante può invece causare lo stralcio della relativa spesa se non viene prodotto neppure dopo un’eventuale richiesta di integrazione; il taglio dei costi ammessi può far scendere il voucher sotto il minimo richiesto.

Che cosa succede dopo l’invio

Le domande ricevute sono esaminate preliminarmente in ordine cronologico di presentazione. I file caricati in anticipo su ReStart servivano a preparare la pratica, ma non ne determinano la posizione; senza l’invio formale non esiste una domanda da esaminare. La chiusura anticipata rende questa distinzione decisiva per chi aveva predisposto gli allegati senza completare la trasmissione.

Le istanze formalmente ammissibili passano alla valutazione tecnica e possono ottenere il provvedimento di concessione nei limiti delle risorse disponibili. Quelle ricevute ma non finanziabili per esaurimento dei fondi entrano in lista d’attesa e potranno essere esaminate se si libereranno risorse. Per chi ha trasmesso la pratica, il prossimo esito rilevante è dunque la concessione o il rigetto, non la sola conferma dell’invio.

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