
Venture Tech Lazio investe 85.000 euro, ma 24.400 sono servizi

Il piano di Zest Investments con Lazio Innova per Venture Tech Lazio, reso pubblico il 15 ottobre 2026, prevede investimenti in dieci startup all’anno per quattro anni, con un ticket complessivo di 85.000 euro per impresa. La presentazione pubblica è in programma il 23 ottobre a Roma; Zest opera come investitore attivo e si occupa della selezione, dell’investimento e dell’accelerazione delle imprese.
La pagina di candidatura di Zest precisa che gli 85.000 euro comprendono 60.600 euro di risorse finanziarie e 24.400 euro di servizi in work-for-equity, IVA inclusa. L’operazione usa un SAFE convertibile e comprende First Mile Lazio, il percorso di accelerazione di tre mesi. Possono proporsi startup innovative nelle prime fasi di sviluppo che operano nel Lazio o prevedono di aprirvi una sede operativa prima dell’investimento.
Quanto del ticket arriva come capitale
Per l’impresa selezionata, la somma utilizzabile come risorsa finanziaria è la componente monetaria del ticket. Il resto rappresenta il valore dei servizi che Zest fornisce nell’ambito dell’operazione: supporto su prodotto, validazione del mercato, strategia commerciale e preparazione alla raccolta di capitali. La distinzione conta quando una startup valuta quante risorse avrà a disposizione per sostenere direttamente le proprie attività e quanto supporto riceverà attraverso l’acceleratore.
La componente in work-for-equity collega quel lavoro all’investimento nella società. Zest specifica che il valore dei servizi comprende l’IVA: trattarlo come ulteriore denaro disponibile sovrastimerebbe quindi la liquidità prevista. Il ticket è un investimento con una componente di accompagnamento, non un contributo a fondo perduto. Le competenze offerte possono incidere sullo sviluppo del progetto, ma hanno una funzione diversa dalle risorse finanziarie che la startup può destinare alle proprie spese.
Che cosa comporta il SAFE
Lo strumento indicato da Zest è un versamento in conto futuro aumento di capitale. Il SAFE attribuisce un diritto di conversione in partecipazione societaria al verificarsi di un round qualificato, secondo le condizioni fissate nell’accordo con la startup. Il capitale arriva dunque nell’ambito di un rapporto di investimento che può tradursi in una quota della società; non è una somma assegnata senza contropartita. Per valutare l’effetto sulla futura proprietà dell’impresa saranno decisive le condizioni dell’accordo individuale.
La conversione non va confusa con l’ingresso immediato di Zest nel capitale a una percentuale identica per tutte le imprese. La pagina del programma descrive il meccanismo, mentre le condizioni vengono condivise con ciascuna startup selezionata. Anche l’eventuale finanziamento successivo richiede una nuova valutazione: l’ammissione a First Mile apre il percorso di accelerazione, ma non determina in anticipo l’esito di un altro investimento.
Chi può candidarsi nel Lazio
Il programma si rivolge a piccole imprese non quotate, iscritte al Registro delle Imprese da non oltre cinque anni al momento dell’investimento. Zest cerca un gruppo con almeno due soci fondatori operativi e competenze complementari; uno di loro deve lavorare a tempo pieno nel progetto. Può essere valutata anche una società ancora in fase di costituzione, purché rispetti i requisiti di ammissibilità quando l’investimento viene effettuato. La selezione resta quindi aperta a progetti molto giovani, senza anticipare il momento in cui devono soddisfare i requisiti formali.
La presenza nel Lazio riguarda il lavoro effettivo della startup. La sede operativa può essere già attiva oppure essere prevista, ma le attività del progetto devono svolgersi prevalentemente nella regione e almeno un fondatore deve lavorarvi a tempo pieno. Una sede da aprire consente di presentare la candidatura; per ricevere l’investimento, il radicamento operativo deve diventare concreto. È questo il legame territoriale richiesto dal programma regionale a chi entra nel percorso gestito da Zest.
Gli ambiti indicati comprendono urban tech, applicazioni dell’intelligenza artificiale, deep tech, hard tech, tecnologie STEP e progetti nati dalla ricerca con potenziale di mercato. La scelta non dipende soltanto dall’etichetta tecnologica: Zest valuta la qualità del gruppo, la rilevanza del problema affrontato, il potenziale commerciale e le possibilità di crescita della soluzione. Nella proposta la startup può descrivere team, tecnologia, problema e risultati già raggiunti; seguirà un approfondimento del progetto e della sua coerenza con i requisiti.
First Mile e le decisioni dopo l’accelerazione
First Mile Lazio accompagna le imprese ammesse dalla validazione del prodotto e del mercato allo sviluppo commerciale. Il percorso è organizzato in gruppi avviati periodicamente e combina workshop, mentoring, supporto operativo diretto e confronto con consulenti specializzati. Le attività e gli obiettivi vengono definiti in base alle esigenze della startup, così che l’affiancamento riguardi le ipotesi da mettere alla prova e la preparazione ai successivi confronti con gli investitori.
Nella notizia di StartupBusiness del 19 ottobre, Gabriele Ronchini, amministratore delegato di Zest Investments, osserva: «L’integrazione tra investimento e accelerazione, centrale nel modello di Zest, consente di accompagnare i team nella validazione del prodotto». Le startup selezionate accedono anche alla rete di oltre 80 partner aziendali di Zest. Al termine del percorso potranno essere valutate per un ulteriore investimento fino a 250.000 euro tramite un fondo partecipato: si tratta di una possibilità soggetta a selezione, non di una seconda tranche automatica del ticket iniziale.
La presentazione a Roma sarà il prossimo passaggio pubblico dell’iniziativa. Per ciascuna impresa scelta, saranno poi la selezione e l’accordo di investimento a fissare le condizioni del SAFE e le priorità del percorso operativo. Fino ad allora, il piano descrive un’offerta per le startup ammesse, non capitali già versati a tutte le imprese che presenteranno una proposta.
Leggi anche:
Articoli correlati


The Only Planet mette 3 milioni su 20 startup: il capitale non basta

Zest chiude l’exit da Epic: 3,5 volte l’investimento, ma in dieci anni

Panakès raccoglie 8,5 milioni: il fondo resta vincolato alla Lombardia

Incubatore o acceleratore: scegliere la fase evita equity sprecata

Tiledesk raccoglie 1,1 milioni: gli agenti IA escono dal customer care
Iscriviti alla nostra newsletter
Ricevi le ultime notizie su Web3, IA e cripto direttamente nella tua casella di posta.