The Only Planet mette 3 milioni su 20 startup: il capitale non basta

|Autore: Redazione QUASA|5 min di lettura
The Only Planet mette 3 milioni su 20 startup: il capitale non basta

Il 20 ottobre 2026, secondo l’annuncio di Lazio Innova, The Only Planet e Unfold Tomorrow hanno lanciato The Only Planet Venture One con una dotazione iniziale di 3 milioni di euro e l’obiettivo di accompagnare fino a 20 startup nei successivi 24 mesi. Il veicolo è stato selezionato nell’ambito di Venture Tech Lazio, iniziativa promossa dalla Regione Lazio, cofinanziata dal programma regionale FESR e gestita da Lazio Innova. Cerca imprese nelle prime fasi di sviluppo attive nella sostenibilità, nelle tecnologie climatiche e nell’innovazione urbana.

Il sostegno previsto combina investimento, competenze specialistiche e collegamenti con ricerca e industria per portare le soluzioni dalla fase di sviluppo alla validazione e alla crescita sul mercato. Nel resoconto di INNLIFES del 21 ottobre 2026, Aldo Beolchini, fondatore di The Only Planet e presidente del comitato di investimento, riassume l’impostazione: «Mettiamo a disposizione capitale e competenze fin dalle prime fasi». Le attività annunciate comprendono sviluppo della strategia commerciale, industrializzazione delle tecnologie e preparazione dei successivi round di finanziamento.

Le startup cercate: sostenibilità, clima e città

Il veicolo articola la ricerca in tre ambiti. Il primo riguarda tecnologie e modelli di business che riducono l’impatto ambientale delle attività industriali e della vita quotidiana. Nel secondo rientrano soluzioni per energia, materiali, efficienza nell’uso delle risorse e decarbonizzazione industriale, con particolare attenzione alle competenze scientifiche e ingegneristiche da trasformare in applicazioni. Il terzo comprende infrastrutture, mobilità ed edifici nell’area delle città sostenibili.

La collocazione in uno di questi settori, da sola, non determina la selezione. La valutazione annunciata considera la solidità tecnologica, la qualità e la credibilità del gruppo fondatore, insieme al rapporto fra possibilità di crescita commerciale e risultati ambientali. Per una startup che sviluppa una soluzione climatica, questo lega due aspetti distinti: la capacità della tecnologia di affrontare un problema concreto e quella dell’impresa di portarla oltre la fase di ricerca.

Il riferimento alle prime fasi di sviluppo indica la direzione del programma, senza trasformare l’obiettivo di accompagnamento in una lista di imprese già scelte. L’annuncio descrive un percorso che dovrebbe condurre i progetti verso la validazione e il mercato. I risultati ambientali sono quindi un criterio da valutare insieme alla tenuta della tecnologia e dell’iniziativa imprenditoriale, non un effetto già ottenuto dal lancio del veicolo.

Che cosa copre la dotazione iniziale

La dotazione comunicata riguarda il veicolo nel suo complesso; il numero di startup indica invece il limite massimo che i promotori intendono accompagnare nell’orizzonte annunciato. Non equivale a un investimento già assegnato a ciascuna impresa. Questa distinzione conta perché la selezione dei progetti, l’entità dei singoli investimenti e l’uso dei servizi di accompagnamento si definiranno nel corso dell’attività del programma.

La parte che affianca il capitale risponde a ostacoli diversi da quello finanziario. Lo sviluppo commerciale riguarda il percorso verso potenziali clienti e applicazioni; l’industrializzazione riguarda la possibilità di realizzare e usare una tecnologia fuori dal solo contesto in cui è stata sviluppata. La preparazione di un round successivo interviene ancora in un’altra fase della crescita. Sono obiettivi del supporto annunciato, il cui esito dipenderà dai progetti selezionati e dalle collaborazioni che riusciranno ad avviare.

Per questo l’impatto del veicolo non si misurerà soltanto dal capitale impegnato. La differenza per le imprese sostenute sarà nella possibilità di far dialogare sviluppo tecnico, domanda di mercato e misura dei risultati ambientali. L’annuncio individua queste risorse come parte della proposta, mentre le selezioni e le validazioni effettive mostreranno come saranno impiegate nei singoli casi.

Il ruolo dei partner nella validazione

Sapienza Università di Roma partecipa per valorizzare il potenziale imprenditoriale della ricerca scientifica sulla sostenibilità e favorirne il trasferimento verso il mercato. È il collegamento più diretto con i progetti che nascono da competenze accademiche: un risultato di ricerca deve trovare una forma imprenditoriale e un’applicazione prima di poter crescere come impresa.

Joule, la scuola di Eni per l’impresa, contribuisce alle connessioni fra startup, aziende, competenze e luoghi dedicati alla sperimentazione. Antonietta De Sanctis, responsabile dei programmi di accelerazione di Eni Joule, ha indicato il Living Lab del Gazometro di Roma Ostiense come spazio di connessione e sperimentazione per startup e imprese. Il suo coinvolgimento rende concreta la dimensione industriale del programma, pur senza attribuire a progetti ancora da selezionare sperimentazioni già svolte.

eFM porta esperienza nella gestione degli spazi, un ambito pertinente alle soluzioni per edifici e città. The Only Planet guida la componente di investimento insieme a Unfold Tomorrow, che opera nella creazione e nello sviluppo di nuove imprese. I partner coprono così passaggi differenti dello stesso percorso: origine scientifica della tecnologia, sviluppo dell’impresa, confronto con applicazioni industriali e attenzione agli spazi urbani.

La presentazione pubblica nel Lazio

Il prossimo appuntamento è il 23 ottobre 2026: il programma dell’Open Day Fare Venture 2 include The Only Planet fra i percorsi di accelerazione cofinanziati da Venture Tech Lazio, presso la sede di Lazio Innova in via Marco Aurelio a Roma. La giornata è dedicata agli strumenti regionali di venture capital e prevede il confronto fra startup, investitori e operatori finanziari.

La presentazione porterà il nuovo veicolo davanti alle imprese interessate e agli altri operatori dell’ecosistema laziale. Il passaggio successivo sarà la scelta dei progetti: da lì si vedrà quali tecnologie entreranno nel percorso e come ricerca, partner industriali e capitale lavoreranno insieme nella loro validazione.

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