Silicon Box a Novara: 1,3 miliardi pubblici sbloccano la fabbrica europea

|Autore: Redazione QUASA|4 min di lettura| 3
Silicon Box a Novara: 1,3 miliardi pubblici sbloccano la fabbrica europea

Il 1° ottobre 2026 il consiglio di amministrazione di Invitalia ha dato il via libera a Vulcan Project: la delibera prevede 1,3 miliardi di euro di sostegno pubblico per il piano da 3,2 miliardi con cui Silicon Box intende costruire a Novara la sua prima fabbrica europea. L’aiuto passa attraverso il fondo per il settore istituito nell’ambito del Chips Act europeo. Si è conclusa l’istruttoria sul finanziamento; l’impianto deve ancora attraversare la fase delle autorizzazioni e poi quella del cantiere.

Il Comune di Novara colloca la decisione nel percorso aperto dall’Accordo di sviluppo firmato a marzo dal ministro Adolfo Urso, Invitalia e Silicon Box, con il coinvolgimento della Regione Piemonte e del commissario straordinario Alessandro Canelli. Per il territorio, il cambiamento è il passaggio da un sostegno previsto nell’accordo a una misura approvata dal consiglio di amministrazione di Invitalia. Lo stabilimento e l’occupazione associata al progetto rimangono risultati attesi, legati alla sua esecuzione.

Quanto denaro è stato approvato

I 3,2 miliardi di euro rappresentano l’investimento complessivo programmato, mentre gli 1,3 miliardi sono il sostegno pubblico previsto dalla delibera. Gli importi si riferiscono allo stesso progetto, ma descrivono due aspetti diversi: il valore del programma industriale e l’aiuto deciso per sostenerlo. Per differenza, 1,9 miliardi del valore dichiarato non sono coperti da questa misura pubblica; il calcolo non significa che quella cifra sia già stata versata dall’azienda.

  • Investimento programmato: 3,2 miliardi di euro per l’intero Vulcan Project, compreso il sito produttivo previsto a Novara.
  • Aiuto pubblico approvato: 1,3 miliardi di euro attraverso il fondo per il settore collegato al Chips Act europeo.
  • Quota non coperta dall’aiuto indicato: 1,9 miliardi di euro, differenza aritmetica tra investimento totale e contributo deliberato, senza indicazioni sui versamenti già eseguiti.
  • Passaggi completati e futuri: accordo di sviluppo sottoscritto e istruttoria conclusa; restano la consegna del progetto, l’autorizzazione unica e i lavori.

Il via libera cambia dunque lo stato del finanziamento nell’iter amministrativo. La delibera consente al progetto di avanzare, ma non coincide con l’apertura dello stabilimento. Progetto consegnato, autorizzazione rilasciata e avvio effettivo del cantiere saranno passaggi distinti, dai quali dipenderà il calendario dell’investimento sul territorio.

Dall’accordo di sviluppo alla delibera

L’Accordo di sviluppo era stato firmato a marzo, quando la procedura sul sostegno era ancora in fase istruttoria. L’accordo aveva definito il percorso del programma di Silicon Box con gli enti coinvolti, ma l’importo pubblico doveva ancora passare dalla valutazione di Invitalia. La decisione del consiglio di amministrazione del 1° ottobre chiude questa fase: è il fatto nuovo rispetto ai precedenti annunci sull’insediamento.

Alessandro Canelli, sindaco di Novara, svolge anche il ruolo di commissario straordinario di Governo per il programma. Dopo la firma della determina e la consegna del progetto seguirà il procedimento commissariale per l’autorizzazione unica, necessaria a realizzare l’intervento. Il contributo approvato permette di proseguire lungo questo percorso, senza sostituire il provvedimento autorizzativo.

La consegna del progetto è prevista entro la fine del 2026; l’obiettivo indicato per l’avvio dei lavori è la primavera del 2027. La sequenza conta più della sola scadenza: la documentazione progettuale serve al percorso autorizzativo e l’autorizzazione permette di aprire la fase della costruzione. La data del cantiere resta perciò programmata e dipende dal completamento di questi atti.

Che cosa è previsto ad Agognate

Lo stabilimento è previsto ad Agognate, alle porte di Novara. Nell’intervista al Corriere della Sera, Canelli dice «Ora c’è la certezza della possibilità di realizzare il progetto» e quantifica in 600 mila metri quadrati l’area destinata all’insediamento. Precisa che lo stabilimento ne occuperà una parte e colloca contratto, consegna del progetto e autorizzazioni prima dell’apertura del cantiere.

La specializzazione prevista è il packaging avanzato e l’integrazione di chiplet. Il progetto mira così ad aggiungere alla filiera europea dei semiconduttori una capacità industriale legata all’assemblaggio di componenti. Per il Piemonte, la portata di questa attività dipenderà dalla costruzione dell’impianto e dal suo successivo avvio produttivo.

Al progetto sono associati oltre 1.600 posti di lavoro: è una previsione occupazionale, non il numero di persone già assunte. Canelli prospetta anche collaborazioni nella ricerca e l’eventuale arrivo di imprese attive in settori vicini. Per Novara indica esigenze future di formazione, alloggi e trasporto pubblico, la cui dimensione dipenderà dai tempi dell’insediamento e dall’occupazione che verrà effettivamente creata.

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