GROWT5 porta IA e cobot in fabbrica: 6 milioni per ridurre la fatica

|Autore: Redazione QUASA|5 min di lettura
GROWT5 porta IA e cobot in fabbrica: 6 milioni per ridurre la fatica

Il 19 ottobre 2026 l’Università Campus Bio-Medico di Roma ha annunciato l’avvio di GROWT5: un progetto di ricerca coordinato dall’ateneo, finanziato dall’Unione europea con 6 milioni di euro e affidato a un consorzio di 14 partner. Il programma svilupperà abiti da lavoro con sensori tessili, intelligenza artificiale per riconoscere i segnali di affaticamento e robot collaborativi capaci di assistere gli operatori nelle mansioni più impegnative.

Le tecnologie sono ancora da sviluppare e sperimentare: la riduzione della fatica è l’obiettivo del progetto, non un risultato già misurato in fabbrica. Nel resoconto di ANSA, il coordinatore Domenico Formica, docente di bioingegneria, parla di «una modernizzazione del settore manifatturiero che mantenga al centro la persona e il suo lavoro». È questa la funzione prevista per l’assistenza robotica: sostenere lo sforzo fisico lasciando all’addetto le operazioni che richiedono esperienza e precisione.

Dal progetto alle dimostrazioni: la scadenza è nel 2029

La scheda europea di GROWT5 fissa il periodo di ricerca dal 1° ottobre 2026 al 30 settembre 2029 e registra un contributo UE di 5.999.767,56 euro; tra i partecipanti industriali figurano Hankamp Gears, Smurfit Westrock Avala Ada e Latteria Agricola Primavera. La cifra arrotondata a 6 milioni nell’annuncio indica quindi il finanziamento europeo, mentre la scheda non riporta un costo totale del progetto.

Il percorso previsto parte dallo sviluppo delle componenti indossabili e dei sistemi di controllo, passa per la loro integrazione e arriva alle dimostrazioni in attività produttive. Questa è una sequenza di lavoro, non un calendario pubblico di rilascio dei singoli prototipi: non sono indicate date per un prodotto commerciale. Per capire quando GROWT5 potrà incidere sulla sicurezza bisognerà attendere le prove del sistema completo, perché riconoscere un segnale di fatica e trasformarlo in un aiuto efficace sono passaggi distinti.

Gli abiti dovranno riconoscere fatica e postura

Dettaglio degli indumenti con sensori tessili previsti da GROWT5 per rilevare l’affaticamento durante il lavoro.

L’indumento progettato per GROWT5 ha un compito più ampio della sola raccolta di dati sul movimento. Gli elementi sensibili integrati nel tessuto dovranno contribuire a rilevare lo stato fisico dell’operatore; i modelli di IA sono destinati a interpretare anche segnali di affaticamento, rischio posturale e carico cognitivo. L’idea è cogliere una condizione che richiede attenzione mentre la lavorazione è in corso, quando l’assistenza può ancora adattarsi al gesto della persona.

Il progetto prevede anche una comunicazione nella direzione opposta: segnali tattili per far percepire all’addetto lo stato operativo del robot e richiamare l’attenzione su richieste o condizioni critiche. Il valore di questa funzione dipenderà da come lavoreranno insieme rilevamento, interpretazione e risposta. Un’indicazione utile in laboratorio dovrà restare percepibile e comprensibile anche durante un compito che occupa mani, vista e attenzione dell’operatore.

Il cobot condividerà il controllo con l’operatore

La componente robotica riguarda arti semiautomatizzati pensati per sostenere le attività ad alto carico fisico. Il controllo condiviso dovrebbe permettere al dispositivo di assistere il movimento senza sottrarre alla persona le decisioni e le correzioni richieste dalla lavorazione. Ridurre lo sforzo, in questo schema, significa coordinare l’aiuto meccanico con ciò che l’addetto sta facendo, anziché trattare ogni gesto come una sequenza sempre identica.

All’Università Campus Bio-Medico, le competenze di NeXTLab sulla neurofisiologia dell’interazione fra persone e tecnologie e quelle di CREO Lab sulla robotica avanzata confluiscono nello sviluppo della comunicazione tra operatore e macchina. Il punto da verificare sarà la qualità dell’interazione: il sistema deve interpretare lo stato della persona, fornire assistenza coerente con il compito e restituire segnali che consentano di capire che cosa sta facendo il robot. Il risultato dipenderà dall’insieme di queste funzioni, non dalla precisione di un sensore considerato isolatamente.

Le prove attraverseranno lavorazioni diverse

Lavorazione lattiero-casearia, settore in cui GROWT5 intende valutare come alleggerire attività fisicamente impegnative.

Le dimostrazioni previste riguardano meccanica di precisione, imballaggi e logistica, e trasformazione alimentare. Il confronto serve perché lo sforzo da alleggerire assume forme differenti: una lavorazione accurata richiede controllo fine del gesto, mentre un’attività ripetitiva può mettere alla prova la resistenza fisica nel tempo. Verificare l’assistenza in questi contesti permetterà di capire quanto la soluzione debba adattarsi al processo produttivo e alle competenze di chi lo svolge.

La lavorazione lattiero-casearia rende concreta questa esigenza. Alcune attività combinano gesti ripetuti e impegnativi con sensibilità manuale ed esperienza necessarie alla qualità del prodotto. In un contesto del genere, il beneficio atteso non consiste soltanto nello spostare un carico sul robot: l’assistenza dovrà alleggerire il lavoro lasciando spazio alle scelte dell’operatore. La partecipazione di imprese del settore offre contesti per la sperimentazione, ma non indica che il sistema GROWT5 sia già installato nei loro stabilimenti.

Che cosa cambierà se le prove funzioneranno

Per gli addetti, l’esito più rilevante sarebbe affrontare le mansioni impegnative con minore carico fisico e con segnali comprensibili sul comportamento del robot. Per i responsabili della sicurezza conterà sapere se gli avvisi arrivano in tempo e aiutano a riconoscere condizioni rischiose durante l’attività reale. Per le imprese sarà decisivo verificare che l’assistenza si integri con ritmi e precisione della produzione senza ostacolare le capacità di chi lavora.

Le dimostrazioni dovranno quindi misurare insieme lo sforzo dell’operatore, l’affidabilità dei segnali e il comportamento del controllo condiviso nei diversi processi. La conclusione del programma è prevista per settembre 2029; prima di allora, saranno i risultati delle prove produttive a chiarire se le tecnologie sviluppate possono diventare una soluzione adottabile oltre i contesti di ricerca.

Leggi anche:

Condividi:

Iscriviti alla nostra newsletter

Ricevi le ultime notizie su Web3, IA e cripto direttamente nella tua casella di posta.

0