Firmare con la CIE: è una firma avanzata, non sempre quella richiesta

|Autore: Redazione QUASA|6 min di lettura
Firmare con la CIE: è una firma avanzata, non sempre quella richiesta

Per firmare un file con la Carta d’identità elettronica (CIE) puoi usare CieSign su uno smartphone NFC oppure il Software CIE su un computer con lettore contactless. Servono la carta fisica e il PIN: il portale ufficiale della CIE precisa che il risultato è una firma elettronica avanzata (FEA), disponibile in formato PAdES per i PDF o CAdES per gli altri file.

Prima di iniziare, controlla le istruzioni della pratica in cui userai il documento. Se il destinatario richiede una firma elettronica qualificata o digitale, oppure accetta soltanto un’estensione specifica, devi saperlo prima di produrre il file: formato e categoria giuridica sono due requisiti distinti.

Firmare dallo smartphone con CieSign

La modalità mobile richiede uno smartphone con NFC e l’app CieSign. Al primo utilizzo l’app richiede di registrare la carta con il PIN completo; nelle firme successive segui la richiesta di autorizzazione mostrata sul telefono. Le credenziali usate per accedere a un servizio online, da sole, non firmano il documento: durante l’operazione occorre leggere la CIE.

  1. Apri CieSign e seleziona il file definitivo da firmare. Se hai più copie dello stesso documento sul telefono, controlla il nome e il contenuto prima di proseguire: la firma sarà associata alla copia scelta.
  2. Scegli il formato offerto dall’app. PAdES conserva il PDF come PDF firmato; CAdES produce un file con estensione .p7m ed è la scelta per un documento che non è un PDF. Se il destinatario indica un formato, segui quella richiesta.
  3. Autorizza la firma secondo le istruzioni dell’app e avvicina la CIE alla zona NFC del telefono. Mantieni la carta in posizione finché la lettura non termina. Se hai attivato l’autorizzazione biometrica prevista dall’app, potresti usarla nella fase in cui viene richiesta.
  4. Salva o condividi il risultato della firma. Prima di allegarlo alla pratica, distinguilo dal file originale rimasto sul dispositivo: l’originale non contiene la firma appena apposta.

Per un PDF l’app può aggiungere anche una firma grafica visibile. Quell’immagine serve a mostrare la sottoscrizione sulla pagina, ma non è ciò che determina la categoria della firma elettronica. Un PDF firmato può essere valido anche senza un segno grafico; per controllarlo occorre usare una funzione di verifica, non limitarsi a guardare la pagina.

Firmare dal computer con il Software CIE

Sul computer installa il Software CIE e collega un lettore NFC o contactless compatibile. Il manuale del middleware CIE descrive la funzione «Firma Elettronica», utilizzabile con una carta già associata al programma oppure senza un precedente abbinamento. Nel primo caso, durante la firma viene richiesta la parte finale del PIN; nel secondo, il PIN completo.

  1. Apri «Firma Elettronica» dal menu del programma e seleziona la CIE associata. Se la carta non compare perché non l’hai abbinata, scegli l’opzione che permette di firmare con una CIE non associata.
  2. Carica il file con «Seleziona un documento» oppure trascinalo nell’area indicata. Per un PDF scegli PAdES se vuoi ottenere un PDF firmato; scegli CAdES per ottenere un .p7m. Per i file diversi dal PDF il programma prevede CAdES.
  3. Se usi PAdES con una carta associata, puoi aggiungere un elemento grafico e collocarlo nell’anteprima del PDF. È facoltativo: la scelta riguarda l’aspetto visibile del documento, mentre la firma elettronica è incorporata nel file.
  4. Inserisci il PIN richiesto, indica la posizione in cui salvare il risultato, appoggia la CIE sul lettore e completa l’operazione. Il programma propone un nome derivato da quello del file di partenza, che puoi modificare per riconoscere subito la copia firmata.

Il salvataggio produce un nuovo file da inviare al destinatario. Conservare anche l’originale può essere utile per il proprio archivio, ma nella pratica va caricato il risultato della firma. Se il servizio chiede un’estensione precisa, controlla quella del file salvato prima dell’invio.

PDF e .p7m: il formato non cambia il tipo di firma

PAdES inserisce la firma nel PDF, che resta apribile come documento PDF. CAdES genera invece un contenitore .p7m: per visualizzare il contenuto e controllare la firma serve un’applicazione capace di leggere quel formato. Un PDF può essere firmato anche in CAdES; per immagini e altri file non PDF è questa la modalità prevista dal Software CIE.

La scelta tra PAdES e CAdES risponde quindi alla domanda «quale file devo consegnare?». Non trasforma la FEA prodotta con la CIE in una firma qualificata. Se le istruzioni parlano soltanto di «PDF firmato», verifica se specificano anche la categoria della firma; allo stesso modo, una richiesta di .p7m definisce il contenitore, non necessariamente il valore giuridico richiesto.

Quando la firma avanzata non basta

La guida AgID alle firme elettroniche distingue FEA, firma elettronica qualificata e firma digitale e ricorda che gli atti indicati ai numeri da 1 a 12 dell’articolo 1350 del Codice civile richiedono una firma qualificata o digitale. Per riconoscere ciò che chiede una procedura, le differenze essenziali sono queste:

  • Firma elettronica avanzata (FEA). Collega la firma al firmatario e al documento in modo da rendere rilevabili modifiche successive. È la categoria della firma con CIE. Nei casi previsti dal Codice dell’amministrazione digitale soddisfa il requisito della forma scritta, ma non sostituisce una firma qualificata quando questa è espressamente necessaria.
  • Firma elettronica qualificata (FEQ). È basata su un certificato qualificato e creata con un dispositivo che risponde ai requisiti previsti per questa categoria. Ha requisiti ulteriori rispetto alla FEA: per questo una richiesta di FEQ non si soddisfa cambiando il formato del file firmato con CieSign.
  • Firma digitale. Nell’ordinamento italiano è un particolare tipo di firma elettronica qualificata basato su chiavi crittografiche correlate. Se una procedura usa espressamente questa denominazione, la firma avanzata della CIE non va considerata automaticamente equivalente.

La FEA conserva dunque un preciso valore giuridico, ma l’idoneità del file dipende anche dall’atto e dalle istruzioni del destinatario. Per una pratica amministrativa ordinaria, leggi sia la voce relativa alla firma richiesta sia quella sul formato dell’allegato. Se la procedura non chiarisce quale categoria accetta, chiedere al destinatario prima di firmare evita di preparare un file che il sistema o l’ufficio potrebbe rifiutare.

Verificare il file ottenuto

Dopo il salvataggio, usa «Verifica firma» nel Software CIE oppure la funzione di verifica di CieSign. Controlla l’esito relativo alla firma e al certificato, il nome del firmatario e il file effettivamente selezionato. La verifica è disponibile per PAdES e CAdES; nel programma per computer, da un .p7m verificato si può anche estrarre il documento contenuto.

Un segno grafico sul PDF non dà, da solo, queste informazioni. Per distinguere l’aspetto visibile dall’esito della verifica puoi seguire i controlli descritti nella guida su come verificare un file firmato. Una volta individuata la copia corretta, allega quella senza modificarla dopo la firma.

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