
IRIDE completa Eaglet II: 24 satelliti per osservare l’Italia

Il lancio del 1° ottobre 2026 dalla Vandenberg Space Force Base, in California, ha portato in orbita gli ultimi otto Eaglet II: la costellazione del programma italiano IRIDE è completa con 24 satelliti e il programma ne conta ora 39 in orbita. Il gruppo finale è partito con la missione condivisa Transporter-18 di SpaceX, a bordo di un Falcon 9. Per le amministrazioni italiane, il risultato aggiunge la componente orbitale prevista per raccogliere immagini del territorio e segnali utili alla sorveglianza marittima.
Nella nota dell’ASI sul completamento del 1° ottobre 2026, Simonetta Cheli, direttrice dei programmi di Osservazione della Terra dell’ESA, definisce il risultato «un nuovo importante traguardo per l’intero programma». Ai 24 Eaglet II si affiancano 15 satelliti della costellazione HEO. I mezzi realizzati da OHB Italia, ciascuno di circa 25 kg, acquisiscono immagini ottiche RGB e ricevono segnali AIS dalle navi: dati destinati a contribuire anche alla tutela delle coste, alla gestione delle emergenze e al controllo delle infrastrutture critiche.
Come si è completata la componente Eaglet II
L’ultimo lancio chiude una sequenza di tre gruppi di otto satelliti. I primi Eaglet II erano entrati in orbita nel novembre 2025, seguiti da un secondo gruppo nel marzo 2026. La configurazione prevista è ora dispiegata, mentre IRIDE comprende anche i satelliti HEO, che usano strumenti ottici multispettrali ad alta risoluzione. Le due componenti fanno parte di un sistema più ampio: la disponibilità di immagini e servizi dipende anche dalle infrastrutture a terra e dall’elaborazione dei dati.
Il primo segnale di comunicazione di ciascun satellite del gruppo finale è arrivato, alcune ore dopo il lancio, al centro di controllo di OHB Italia a Roma. È il riscontro iniziale dopo la separazione in orbita; seguono le attività di messa in opera dei nuovi mezzi. OHB Italia ha progettato, integrato e testato Eaglet II e ne cura le operazioni in questa fase. Il trasferimento all’ASI per le operazioni è previsto quando i satelliti saranno pienamente commissionati.
Questo passaggio distingue due risultati che hanno tempi diversi. Il dispiegamento riguarda la presenza in orbita dell’intera costellazione prevista; l’impiego regolare dei suoi dati richiede che gli apparati completino la messa in opera e che le osservazioni entrino nei processi del sistema IRIDE. Il completamento del lancio amplia quindi la capacità disponibile per il programma, senza fissare da solo la data di avvio di ogni applicazione pubblica.
Che cosa raccolgono immagini e ricevitori AIS
I sensori ottici di Eaglet II osservano la superficie terrestre e acquisiscono immagini RGB; la componente AIS riceve e ritrasmette segnali usati per identificare e seguire le navi. Sono informazioni di natura diversa. L’immagine descrive ciò che è visibile in un’area osservata dall’alto, mentre il segnale AIS riguarda il traffico marittimo. Insieme possono contribuire a descrivere le condizioni di una zona costiera e l’attività delle imbarcazioni che vi transitano.
Per la sorveglianza delle coste, questa doppia capacità rende Eaglet II pertinente sia all’osservazione del territorio sia ai servizi di sicurezza marittima. Una traccia AIS, da sola, non descrive lo stato di una spiaggia, di un porto o delle acque circostanti; un’immagine, da sola, non contiene le informazioni trasmesse dalle navi. L’eventuale uso congiunto dei due dati è un passaggio di elaborazione dei servizi, distinto dalla semplice ricezione a bordo dei satelliti.
Le immagini della superficie hanno anche impieghi terrestri. Possono contribuire a seguire cambiamenti della copertura del suolo e a documentare aree interessate da eventi naturali. La loro utilità operativa dipende dal prodotto richiesto: un’amministrazione che deve valutare un’emergenza ha bisogno di un’area delimitata e di informazioni utilizzabili per decidere, non soltanto di una nuova acquisizione orbitale. IRIDE è organizzato per trasformare osservazioni satellitari e altri dati territoriali in questi prodotti.
Dalle osservazioni ai compiti delle amministrazioni
Il contributo previsto per la Protezione Civile riguarda soprattutto la gestione delle emergenze e la conoscenza del territorio colpito. Le osservazioni possono alimentare mappe delle aree interessate da alluvioni, incendi o altri eventi, aiutando gli enti responsabili a seguire l’evoluzione della situazione. Per il monitoraggio ambientale e la tutela delle coste, il valore sta invece nella possibilità di confrontare osservazioni riferite a luoghi e momenti diversi.
Le infrastrutture critiche rappresentano un altro ambito del programma: le informazioni geospaziali possono aiutare gli enti a riconoscere cambiamenti nelle aree che le circondano e a valutare gli effetti di fenomeni naturali. Eaglet II concorre a questa capacità di osservazione, ma IRIDE comprende strumenti satellitari differenti, con caratteristiche adatte a prodotti diversi. Attribuire ogni mappa o misura ai nuovi satelliti confonderebbe il ruolo della singola costellazione con quello dell’intero sistema.
Per i cittadini, il percorso dei dati passa normalmente attraverso un servizio pubblico. Una mappa usata per valutare un’area allagata, un’informazione sulle condizioni costiere o un dato utile alla sorveglianza marittima diventano rilevanti quando arrivano agli enti che devono intervenire. Il lancio completa una parte necessaria di questa catena; l’elaborazione e la distribuzione delle informazioni ne determinano l’impiego concreto.
I primi servizi IRIDE e i prossimi passaggi
Il Marketplace di IRIDE ha reso disponibili dal 1° ottobre 2026 i primi 18 servizi geospaziali, articolati in 110 prodotti per gli utenti istituzionali. L’offerta usa, secondo l’applicazione, dati provenienti da missioni satellitari diverse. La sua apertura coincide con il lancio finale di Eaglet II, ma la disponibilità dei prodotti già elencati non indica che i satelliti appena arrivati in orbita li alimentino tutti.
Tra i prodotti per le acque costiere figurano misure relative a clorofilla, solidi sospesi e torbidità. Altri servizi seguono i movimenti della superficie terrestre associati a frane e terremoti o riguardano risorse idriche, qualità dell’aria, patrimonio culturale e infrastrutture. Per le emergenze sono previsti servizi attivabili su richiesta per mappare alluvioni, terremoti ed eventi meteorologici estremi, delimitare le aree colpite e valutare i danni. Sono esempi dell’offerta IRIDE nel suo insieme, non un elenco di risultati già prodotti da Eaglet II.
Planetek Italia ed e-GEOS coordinano i raggruppamenti industriali incaricati della gestione operativa del segmento che produce i servizi. È qui che dati satellitari, informazioni territoriali e analisi vengono trasformati in prodotti per la pubblica amministrazione. Parallelamente proseguono la messa in opera degli ultimi Eaglet II e il trasferimento progressivo della gestione operativa del sistema all’ASI. Sono previsti anche ulteriori lanci delle componenti HEO e NIMBUS-SAR: l’integrazione dei nuovi dati nei servizi mostrerà quali capacità aggiuntive arriveranno agli enti italiani.
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