
Grammarly o LanguageTool: sull’inglese il prezzo non compra la stessa precisione

Per email e documenti professionali in inglese, Grammarly Pro ha il risultato più forte nella rilevazione degli errori: nel benchmark di Cambium Assessment raggiunge una media del 77% nelle categorie esaminate, contro il 32% di LanguageTool. Per chi lavora anche in italiano, però, quel divario non misura la precisione nella seconda lingua: funzioni disponibili e costo dell’abbonamento possono cambiare la scelta.
Il confronto richiede un’altra cautela. Il rapporto identifica Grammarly nella versione Pro e descrive LanguageTool come correttore open source, senza indicare che sia stato provato l’attuale piano Premium. I prezzi dei due abbonamenti non sono quindi il costo per ottenere esattamente le prestazioni osservate: servono a valutare l’offerta commerciale, mentre il test confronta le configurazioni che gli autori hanno esaminato.
Dove Grammarly rileva più errori in inglese
La media del benchmark riassume tassi di rilevazione per categorie di errore: misura la quota di problemi previsti che il correttore segnala, non la qualità di ogni riscrittura proposta. Le differenze più ampie riguardano struttura della frase, punteggiatura e diversi aspetti grammaticali. Ecco una selezione dei risultati di rilevazione, con Grammarly Pro indicato prima di LanguageTool:
- Frasi incomplete: 62% contro 0%.
- Frasi con proposizioni unite impropriamente: 93% contro 0%.
- Virgole: 94% contro 17%.
- Apostrofi: 100% contro 22%.
- Accordo fra soggetto e verbo: 100% contro 80%.
- Tempi verbali: 90% contro 55%.
- Preposizioni: 66% contro 15%.
- Errori ortografici: 96% contro 98%.
L’ortografia è l’eccezione nella selezione: LanguageTool intercetta una quota leggermente maggiore di refusi. Nella stessa categoria, tuttavia, il suo tasso di falsi positivi è del 4,2%, mentre quello di Grammarly è dello 0,0%. Un avviso su una parola corretta richiede comunque attenzione da parte di chi revisiona il testo. Sull’insieme delle categorie, le medie dei falsi positivi riportate dal rapporto sono rispettivamente lo 0,4% e lo 0,1%.
La rilevazione non coincide neppure con la precisione della correzione. Per le virgole, LanguageTool ottiene l’86% di revisioni esatte contro il 74% di Grammarly, pur individuando molti meno errori di quella categoria. Il dato distingue due esperienze concrete: ricevere un suggerimento corretto quando il problema viene trovato e lasciare passare un problema senza alcun suggerimento.
Che cosa resta fuori dal benchmark
Il campione controllato comprende 531 frasi, ciascuna con un errore classificato e una revisione attesa. Gli esempi derivano anche da materiale adattato per rappresentare errori della scrittura scolastica. Una lunga email di lavoro può avere più problemi nella stessa frase e un contesto che modifica la scelta delle parole: il risultato sulle frasi isolate è un’indicazione utile, ma non una misura diretta delle prestazioni su ogni documento professionale.
Il rapporto valuta anche elaborati di studenti per esaminare il funzionamento del proprio strumento, Write On with Cambi!, in testi più estesi. Il confronto numerico fra Grammarly e LanguageTool qui riportato usa invece il campione di frasi. Questa distinzione conta soprattutto quando si passa dal rilevare un errore evidente al proporre una revisione che rispetti tono e significato di un messaggio reale. Il test riguarda l’inglese e non offre una classifica della precisione in italiano.
Quanto costano i cicli di fatturazione
La pagina di Grammarly Pro mostra 12 dollari al mese con fatturazione annuale e 30 dollari con fatturazione mensile. Nel primo caso l’esborso calcolato sull’anno è di 144 dollari; mantenendo il mensile per dodici mesi si arriverebbe a 360 dollari, cioè 216 dollari in più. Pro aggiunge alle funzioni gratuite la riscrittura di frasi e la regolazione del tono; comprende anche il controllo del plagio. Queste prestazioni hanno un valore distinto dalla sola rilevazione degli errori misurata nel benchmark.
Per LanguageTool, la tabella degli abbonamenti individuali indica 19,90 euro al mese, 39,90 euro al trimestre, 59,89 euro all’anno e 99,90 euro per due anni. Dividendo i totali per i mesi coperti si ottengono 13,30 euro al mese per il trimestrale, circa 4,99 euro per l’annuale e circa 4,16 euro per il biennale. La tabella mostra 4,90 euro come equivalente mensile dell’annuale, ma 59,89 euro divisi per dodici danno circa 4,99 euro: per stimare la spesa effettiva è più chiaro partire dal totale fatturato.
Le due offerte pubblicano questi importi in valute diverse, e Grammarly indica che il prezzo e la valuta disponibili possono variare al momento dell’acquisto. Sottrarre direttamente gli euro dai dollari produrrebbe quindi un risparmio apparente per un cliente italiano. È verificabile, invece, il compromesso fra durata e flessibilità: i totali annuali o biennali di LanguageTool riducono il costo medio mensile, ma richiedono il pagamento per un periodo più lungo.
Inglese e italiano non hanno la stessa copertura di funzioni
Grammarly supporta anche l’italiano. Le sue indicazioni sulle lingue includono suggerimenti in italiano nei piani Free e Pro, oltre alla riscrittura di paragrafi. La presenza di queste funzioni non trasferisce all’italiano i risultati ottenuti sulle frasi inglesi del benchmark.
Anche LanguageTool include l’italiano nella versione gratuita e in Premium. Il suo elenco delle lingue supportate precisa però che gli oltre 20.000 controlli aggiuntivi di Premium riguardano inglese, tedesco, francese, spagnolo, olandese, polacco e portoghese. L’italiano non figura in quell’elenco di ampliamenti. Chi paga soprattutto per correggere testi italiani non può quindi presumere di acquistare la stessa estensione dei controlli prevista per l’inglese.
Per un professionista che alterna le due lingue, la distinzione è più utile del semplice numero di lingue dichiarate. Grammarly Pro offre un vantaggio documentato nella rilevazione degli errori inglesi del test e funzioni di riscrittura; LanguageTool offre una base multilingue gratuita e più durate di abbonamento. Se pesano soprattutto grammatica e punteggiatura delle comunicazioni in inglese, il risultato misurato favorisce Grammarly Pro. Se prevalgono testi italiani o conta la spesa su un ciclo lungo, il benchmark non basta a stabilire un vincitore: diventano decisive le funzioni effettivamente disponibili nella lingua usata e l’importo da pagare.
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