
DeepL o Google Translate: sull’italiano la copertura non decide la qualità

Per tradurre dall’inglese all’italiano testi professionali, DeepL è un buon candidato da provare per primo; Google Translate e Cloud Translation restano alternative da valutare sugli stessi originali. La copertura linguistica serve a stabilire se un servizio può gestire un progetto multilingue, ma non misura gli errori, il registro o il lavoro di revisione sulla coppia inglese–italiano.
Un rapporto della University of the Highlands and Islands riproduce, per DeepL su segmenti inglese–italiano di ambito generale, un risultato del 90% senza errori o con errori minori e del 10% con errori maggiori. È un indizio favorevole, non una probabilità applicabile a una clausola contrattuale, a un’intera scheda prodotto o alla configurazione oggi disponibile nell’API.
Che cosa dice davvero il risultato sull’italiano
Il dato riguarda segmenti, mentre chi pubblica un documento deve giudicare anche la coerenza tra le sue parti. Una negazione sbagliata, un obbligo attribuito alla parte errata o una misura alterata possono rendere inutilizzabile una frase per il suo scopo, anche quando il resto del testo è fluido. Il registro pone un problema diverso: un’email può conservare il significato e tuttavia passare senza ragione dal «Lei» al «tu».
La distinzione metodologica conta. Un’analisi pubblicata al Machine Translation Summit descrive il rapporto Intento da cui proviene il confronto come una valutazione automatica di dati a livello di frase, per la quale può servire anche un linguista. Il grafico ripreso dal rapporto universitario non va quindi presentato come l’esito di una revisione umana dei documenti professionali italiani. Offre un punto di partenza per scegliere i candidati, mentre la decisione richiede di esaminare il contenuto che si intende usare.
Un campione che metta alla prova significato e registro
Per rendere ripetibile il confronto, prepara quattro brevi originali in inglese: un’email a un cliente con richiesta e scadenza, una clausola di recesso non sensibile, una scheda prodotto con misure e un termine ricorrente, e una frase idiomatica comprensibile solo nel contesto. Sono categorie proposte per la prova, non risultati di un test già svolto. In ogni originale individua prima i punti che una traduzione plausibile potrebbe modificare: chi deve agire, entro quando, a quali condizioni e con quale caratteristica del prodotto.
Invia copie identiche a ciascuna configurazione, fissando lingua di partenza, lingua di arrivo e formato. Registra se hai usato il traduttore web o un’API, quale modello era selezionato, se era attivo un glossario e quando è stata eseguita la prova. Il confronto tra una pagina web e un’integrazione API risponde a una domanda diversa dal confronto tra due API configurate per lo stesso flusso.
Una matrice semplice assegna a ogni testo una riga e tiene separati gli aspetti che incidono sulla pubblicazione:
- Errori maggiori: significato di negazioni, quantità, condizioni, soggetti dell’azione e caratteristiche tecniche.
- Registro: coerenza della forma di cortesia e adeguatezza del tono al destinatario.
- Terminologia: resa del termine approvato in tutte le sue occorrenze, non solo nella prima frase.
- Formattazione: integrità di titoli, elenchi, tabelle e collegamenti nel file restituito.
- Costo: spesa del servizio sul volume previsto e tempo necessario a correggere l’output.
Per ciascun criterio si può segnare «nessuna correzione», «correzione lieve» oppure «errore che impone di tornare all’originale». È una scala operativa proposta, non un punteggio pubblicato per DeepL o Google. Fai esaminare le versioni senza il nome del servizio a una persona competente nell’italiano del settore e conserva la motivazione delle correzioni. Un errore maggiore in una clausola va considerato a parte: sommarlo a molte frasi riuscite nasconderebbe proprio il rischio che la prova deve far emergere.
Documenti e glossari cambiano il risultato utile
Per DeepL, la pagina ufficiale per sviluppatori indica glossari, controllo della formalità e supporto HTML/XML nella Translate API, oltre alla traduzione di documenti come PDF, DOCX e PPTX tramite Document API. La disponibilità di queste funzioni permette una prova più vicina al lavoro reale: lo stesso termine può ricorrere nell’email e nella scheda, mentre il file tradotto deve restare utilizzabile dopo la revisione.
Il glossario va giudicato sulla resa delle occorrenze previste, non come garanzia generale di accuratezza. Anche una traduzione che usa il termine approvato può sbagliare una condizione o una negazione. Per i documenti, confronta il file restituito con l’originale: testo e impaginazione sono due risultati distinti, e una tabella leggibile nell’uno può richiedere interventi nell’altro.
Cloud Translation distingue il percorso per testo da quello per documenti formattati. Se il lavoro consiste soprattutto in file, la matrice deve registrare pagine e formato oltre ai caratteri: ridurre ogni commessa a un prezzo per milione di caratteri farebbe perdere una parte del costo. Per stabilire quale servizio conserva meglio un documento concreto, occorre usare lo stesso file di partenza e valutare separatamente contenuto e struttura dell’output.
Il costo API dipende dal modello e dall’unità fatturata
Il listino di Google Cloud distingue la traduzione testuale NMT, a 20 dollari per milione di caratteri oltre un credito mensile iniziale equivalente a 500.000 caratteri, dai modelli personalizzati, che partono da 80 dollari per milione. Per la traduzione testuale con Translation LLM indica 10 dollari per milione di caratteri in ingresso e altri 10 per quelli in uscita; per documenti formattati DOCX, PPT e PDF prevede invece una tariffa a pagina. NMT e modelli personalizzati conteggiano l’input, mentre per Translation LLM la lunghezza dell’italiano prodotto incide sulla fattura.
Il confronto numerico va quindi costruito sul modello scelto. In un esempio ipotetico con un milione di caratteri inglesi in ingresso e un milione in uscita, le due componenti della tariffa Translation LLM sommano 20 dollari, prima di eventuali altre condizioni di fatturazione. Un output più lungo aumenta quella somma; lo stesso volume inviato a NMT segue il conteggio dell’input e risente del credito mensile disponibile.
Per DeepL API Growth, una rilevazione del listino in euro del settembre 2026 indica, per la localizzazione tedesca esaminata, 23,80 euro al mese con fatturazione annuale, 12 milioni di caratteri inclusi nell’anno e 22 euro per ogni milione aggiuntivo. La stessa rilevazione segnala un minimo fatturabile per alcuni formati di documento. Queste condizioni sono una base per stimare la spesa, ma il prezzo applicato a un acquisto in Italia va ricavato dal piano e dalla valuta effettivamente proposti al momento dell’ordine.
Canone, quota inclusa e tariffa eccedente non sono intercambiabili: se si usa solo una parte della quota, il costo per milione effettivamente tradotto aumenta. Per grandi volumi, affianca al preventivo il tempo di revisione rilevato sul campione e il numero di file o pagine da trattare. La scelta più economica sulla sola API può richiedere più lavoro sui termini, sul registro o sull’impaginazione; quella più fluida in una frase può non essere la più adatta al flusso documentale.
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