
Clabo taglia 40 milioni di debiti: 140 posti passano alla nuova società

Il 9 ottobre 2026 Clabo ha sottoscritto a Jesi un accordo di ristrutturazione con i principali creditori finanziari: la manovra prevede circa 40 milioni di euro di riduzione del debito considerato e il futuro passaggio di 140 dipendenti a Clabo Tech, senza esuberi, come riferisce la cronaca ANSA. La firma è avvenuta; il trasferimento dell’attività e gli effetti degli stralci dipendono ancora dall’efficacia dell’accordo.
Nel comunicato societario, il presidente e amministratore delegato Pierluigi Bocchini dice: «Questo percorso è stato compiuto senza licenziare nessuno». La previsione di un’omologazione all’inizio di novembre riportata nelle prime cronache anticipa la scansione indicata da Clabo: il 4 novembre 2026 è il termine per depositare il ricorso al Tribunale di Ancona, mentre l’omologazione definitiva è attesa nei primi mesi del 2027. Sui dati al 30 giugno 2026, l’intesa porta il debito finanziario a medio e lungo termine, tributario e previdenziale considerato nella manovra da circa 63,9 a 23,9 milioni di euro, ma la riduzione comprende obblighi trattati in modi diversi.
Quali debiti vengono stralciati e quali restano
Il taglio di circa 40 milioni non corrisponde interamente a debiti cancellati senza condizioni. La distinzione decisiva è fra rinunce dei creditori, rimborso legato alla controllata statunitense HMC e importi che restano nel piano di ammortamento.
- Rinunce finanziarie: circa 16,6 milioni di euro sono quote di crediti finanziari oggetto di stralcio dalla data di efficacia. Per una parte di queste somme la rinuncia è risolutivamente condizionata: specifici risultati futuri possono farle tornare dovute.
- Transazione fiscale e previdenziale: il quadro riepilogativo della società indica circa 13,6 milioni di stralci. Nel dettaglio dello stesso comunicato, però, a fronte di 26,4 milioni di debiti e passività potenziali sono indicati circa 13,6 milioni da pagare: la differenza aritmetica è 12,8 milioni. Gli importi definitivi saranno determinati alla data di efficacia; Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Entrate-Riscossione e INPS avevano aderito alla proposta, con gli atti di sottoscrizione ancora in formalizzazione alla data dell’annuncio.
- Obbligazione a ricorso limitato: circa 9,8 milioni di euro, interessi maturati inclusi, entrano nel calcolo della riduzione perché il rimborso sarà limitato ai proventi netti di un’eventuale vendita di HMC. Sono possibili pagamenti anticipati con flussi della controllata superiori al suo fabbisogno minimo di cassa. Solo dopo l’applicazione dei proventi previsti dall’accordo Clabo sarà liberata dall’eventuale parte non soddisfatta.
- Debito residuo: circa 23,9 milioni di euro restano da rimborsare secondo il piano, con scadenze che arrivano al 30 giugno 2035. Nella sola componente finanziaria a medio e lungo termine da servire con i flussi della società, l’importo passa da circa 37,6 a 11,1 milioni di euro.
Il meccanismo di earn-out collega parte delle rinunce finanziarie alla futura cessione di HMC, prevista dal piano a partire dal 2031: i crediti possono tornare dovuti nella misura in cui i proventi netti superino quanto spetta agli obbligazionisti. Per alcuni finanziamenti agevolati è previsto anche un importo aggiuntivo legato all’eventuale cassa netta di Clabo Tech superiore alle previsioni del piano alla fine del 2030. Il valore finale di quelle rinunce dipenderà quindi dall’esecuzione del piano e dall’esito della cessione.
Cherry Bank finanzia l’attività trasferita
La continuità industriale passerà per Clabo Tech, controllata interamente da Clabo. Dopo l’omologazione definitiva, la società riceverà il ramo operativo dello stabilimento di Jesi: impianti, macchinari, parte del magazzino, personale e rapporti commerciali. Proseguirà l’attività delle vetrine espositive professionali con i marchi Orion, FB e Artic; Clabo manterrà l’immobile industriale, i marchi e le partecipazioni estere, assumendo il ruolo di holding.
Cherry Bank erogherà a Clabo Tech 10 milioni di euro di nuova finanza dopo l’efficacia dell’accordo e il completamento del conferimento. Il prestito avrà durata di sei anni; la banca si è inoltre resa disponibile per linee di credito a breve termine fino a 3,7 milioni. Le risorse previste servono al fabbisogno operativo e al pagamento dei creditori commerciali: alla data dell’annuncio, l’erogazione era ancora futura.
I debiti verso i fornitori seguiranno l’attività in Clabo Tech e saranno soddisfatti integralmente secondo il piano. Gli accordi di riscadenziamento già efficaci, sottoscritti da fornitori che rappresentano circa il 90% dell’esposizione commerciale, prevedono il pagamento in 24 mesi. Questi crediti hanno dunque un trattamento distinto dagli stralci finanziari e dalla transazione fiscale e previdenziale.
I lavoratori e i passaggi davanti al tribunale
Il conferimento del ramo operativo porterà a Clabo Tech tutti gli addetti dello stabilimento di Jesi. Clabo ha rinunciato alle uscite volontarie incentivate contemplate nell’accordo sindacale di giugno; il piano prevede il mantenimento dell’organico. Il trasferimento del ramo dovrà seguire l’omologazione secondo i termini dell’intesa.
Prima dell’efficacia occorrono il ricorso al Tribunale di Ancona, l’omologazione definitiva e il perfezionamento delle adesioni ancora previste, tra cui quelle di SIMEST, Pepper SPV e Invitalia. Clabo chiederà inoltre al tribunale di estendere gli effetti dell’accordo a Mediocredito Centrale, che non vi ha aderito. Nel frattempo i creditori finanziari aderenti si sono impegnati a non esigere i crediti regolati dall’intesa.
Gli stralci saranno rilevati nei conti solo dalla data di efficacia. L’accordo prevede anche che, se un evento rilevante di inadempimento non viene rimediato nei termini, i creditori possano risolverlo: in quel caso le quote stralciate tornerebbero esigibili e l’obbligazione perderebbe il limite di rimborso. Il prossimo passaggio della procedura è il deposito del ricorso per l’omologazione presso il Tribunale di Ancona.
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