Società Benefit o B Corp: forma giuridica e certificazione non coincidono

|Autore: Redazione QUASA|6 min di lettura
Società Benefit o B Corp: forma giuridica e certificazione non coincidono

Per un’impresa italiana, diventare Società Benefit significa inserire finalità di beneficio comune nello statuto e rendicontarne ogni anno il perseguimento. Diventare B Corp significa ottenere una certificazione privata dopo una verifica delle prestazioni. La distinzione di B Lab Italia chiarisce anche il legame tra i percorsi: in Italia, chi punta alla certificazione deve soddisfare il requisito legale di Società Benefit.

Una società può quindi scegliere la sola qualifica legale oppure aggiungere il percorso B Corp; la modifica dello statuto, da sola, non rilascia una certificazione. Per una società già costituita, il percorso indicato dal MIMIT comprende la modifica statutaria e l’iscrizione al Registro delle Imprese. La scelta riguarda sia gli impegni assunti nella gestione sia l’eventuale verifica privata delle prestazioni.

Il confronto, voce per voce

  • Statuto. La Società Benefit specifica nell’oggetto sociale le finalità di beneficio comune. Per una candidata B Corp italiana, questa qualifica è anche un requisito legale del percorso di certificazione.
  • Obbligo annuale. La Società Benefit redige una relazione sul perseguimento delle finalità dichiarate, la allega al bilancio e la pubblica sul proprio sito, se esiste. La certificazione comporta inoltre gli impegni di trasparenza e verifica previsti da B Lab.
  • Valutazione. Nella relazione annuale la Società Benefit usa uno standard esterno per misurare l’impatto. Per diventare B Corp, l’impresa presenta prove di conformità agli standard di certificazione, esaminate in un audit indipendente.
  • Controlli. Gli amministratori rispondono degli obblighi di gestione previsti per la Società Benefit; l’uso della qualifica senza perseguirne le finalità può ricadere nella disciplina sulla pubblicità ingannevole. Nel percorso B Corp, l’esito dell’audit incide sulla decisione di certificazione.
  • Tempi e autonomia. La qualifica legale segue le procedure societarie applicabili. La certificazione ha fasi ulteriori, dalla candidatura all’audit: una PMI italiana può fermarsi alla Società Benefit, mentre per ottenere B Corp deve soddisfare anche quel requisito legale.

Che cosa entra nello statuto

La legge 28 dicembre 2015, n. 208 richiede di indicare specificamente nell’oggetto sociale le finalità di beneficio comune. Le definisce come effetti positivi da produrre, oppure effetti negativi da ridurre, su persone, comunità, ambiente e altri portatori di interesse. Una società esistente modifica l’atto costitutivo o lo statuto secondo le regole del proprio tipo societario; la qualifica si aggiunge a quella struttura, senza sostituirla.

Gli amministratori devono bilanciare l’interesse dei soci, il perseguimento del beneficio comune e gli interessi dei soggetti sui quali l’attività può incidere. La società individua inoltre chi, al proprio interno, ha compiti legati al perseguimento di quelle finalità. Non basta dunque aggiungere una formula alla denominazione: lo scopo dichiarato entra nelle responsabilità di gestione.

La dicitura «Società Benefit» o la sigla «SB» accanto alla denominazione è consentita, ma facoltativa. Per i founder, il punto decisivo è formulare finalità abbastanza specifiche da orientare le decisioni e da poter essere descritte nella rendicontazione. Il contenuto dello statuto conta più della presenza della sigla nelle comunicazioni commerciali.

Relazione annuale e responsabilità

La relazione della Società Benefit descrive obiettivi, azioni degli amministratori e circostanze che hanno ostacolato il perseguimento del beneficio comune. Include una valutazione dell’impatto mediante uno standard esterno con le caratteristiche richieste dalla legge e indica gli obiettivi dell’esercizio successivo. Va allegata al bilancio e pubblicata sul sito della società quando il sito esiste; alcuni dati finanziari possono essere omessi a tutela dei beneficiari.

Lo standard esterno è richiesto anche a una Società Benefit che non cerca la certificazione B Corp. La relazione resta però un adempimento della società: l’uso di uno standard di valutazione non equivale alla decisione di un organismo di certificazione. Sono distinti il documento con cui l’impresa rende conto delle proprie finalità e la verifica necessaria per ottenere un marchio privato.

La legge collega agli obblighi di gestione anche la possibile responsabilità degli amministratori secondo le regole del tipo societario adottato. Se la società non persegue le finalità di beneficio comune, si applicano inoltre le disposizioni richiamate dalla legge in materia di pubblicità ingannevole e tutela dei consumatori. Queste conseguenze riguardano la qualifica legale indipendentemente dalla scelta di candidarsi come B Corp.

Che cosa aggiunge il percorso B Corp

Il percorso B Lab Italia per gli standard V2 richiede che l’impresa sia operativa da almeno 12 mesi, concede 12 mesi per completare l’autovalutazione e presentare la candidatura, e prevede un ciclo di certificazione di cinque anni, con revisione al terzo anno e ricertificazione al quinto. Il tempo concesso per candidarsi e il ciclo successivo alla certificazione non indicano quanto durerà, nel singolo caso, l’iter fino al primo certificato.

L’impresa definisce il perimetro della candidatura, comprese le entità e i marchi interessati, e carica la documentazione a sostegno dell’autovalutazione. Il profilo di rischio contribuisce a determinare i requisiti ulteriori e le attività di verifica. Nell’audit indipendente l’organismo incaricato esamina le prove; in base alle caratteristiche dell’azienda può intervistare dipendenti e visitare siti a campione.

Se emergono non conformità, l’impresa ha la possibilità di correggerle prima della decisione. Solo dopo l’esito positivo e la concessione della licenza può presentarsi come B Corp certificata e usare il relativo marchio. Sono previsti una quota di iscrizione e verifica alla candidatura e pagamenti annuali di certificazione, variabili secondo dimensioni e fatturato; l’uso della piattaforma B Impact è gratuito.

Le FAQ di B Lab Italia riportano ancora una ricertificazione ogni tre anni, mentre la scansione quinquennale descritta sopra riguarda il percorso con gli standard V2. Per valutare tempi e impegni di una nuova candidatura conta quindi il modello di certificazione applicato a quel percorso.

Quale scelta risponde all’obiettivo dell’impresa

Se l’obiettivo è rendere il beneficio comune parte dello scopo societario, la Società Benefit è un percorso completo in sé. Comporta una modifica formale, responsabilità nella gestione e una relazione d’impatto annuale. Non richiede di acquistare la certificazione B Corp né attribuisce automaticamente il diritto di usare quel marchio.

Se l’impresa vuole anche sottoporre le proprie prestazioni agli standard B Lab e ottenere il marchio, deve affrontare candidatura, raccolta delle prove, audit e costi di certificazione. Per una PMI italiana i percorsi possono quindi sommarsi, ma hanno risultati diversi: la qualifica definisce impegni societari continuativi; il certificato arriva dopo una valutazione indipendente e resta soggetto alle verifiche del relativo ciclo.

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